Venti di guerra

Flotta ombra russa: «Un possibile testsulla reazione Nato»  

L’analista sardo dell’Alleanza atlantica spiega le manovre nel mare ogliastrino 

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Nessuna certezza. «Ma è possibile che stiano studiando le reazioni della Nato, che ha già coinvolto pattuglie aree e anche navali. Da quel lato dell’Isola ci sono rilevanti installazioni militari, non è escluso che abbiano voluto vedere quale risposta l’Italia, e l’Alleanza atlantica, avrebbe adottato». La forza «è irrisoria per qualsiasi tipo di escalation militare, tutto lascia pensare ad un’operazione di monitoraggio limitato. Rimane la possibilità che stiano aspettando altre navi o di un malfunzionamento». Sono solo ipotesi, ma ad avanzarle è Giangiuseppe Pili, sardo, professore universitario al programma di Intelligence analysis alla James Madison University e senior associate fellow al Nato Defense College. È il maggior esperto occidentale dello Sparta IV, il cargo russo che da quasi una settimana staziona, scortato, davanti alla costa orientale della Sardegna.

Le pubblicazioni

Pili è originario della provincia di Cagliari. Preferisce non rendere pubblici maggiori dettagli: «Mi occupo di attività sensibili», dice. Alla fine del 2023 ha pubblicato sulla rivista della scuola militare internazionale della Nato un articolo scientifico sulla nave che nei registri ufficiali risulta far parte della flotta commerciale ma, di fatto, fa capo al ministro della Difesa del Cremlino. E trasporta armamenti, per conto della Russia ma anche per i suoi alleati. L’analisi, che ha attinto dalle sole “fonti aperte”, è accompagnata da foto e immagini satellitari: sul ponte della nave che in questi giorni è impegnata in una rotta a pendolo davanti a Siniscola compaiono mezzi militari. Ed è dimostrato che abbia caricato anche ordigni di vario genere.

La prima volta

Il professore segue i movimenti della Sparta IV dal 2022, quando la Russia ha attaccato l’Ucraina. E la monitora anche ora che, affiancata dal cacciatorpediniere Severomorsk e dal rifornitore Kama, fa su e giù a est della sua terra. «Questa è la prima volta nella sua storia che la Sparta IV ha cambiato rotta da quando transita da San Pietroburgo, Russia, a Tartus, in Siria. Dal 2018, anno di varo, a oggi», aggiunge Pili, «la nave non è mai passata vicino alla Sardegna a est, ma solo tra la Tunisia e l’Isola per arrivare in Siria o tornare in Russia». Sempre sotto controllo: «Spesso era seguita da pattuglie della Nato mandate da Sigonella».

Scorta armata

Il cargo viaggia con una scorta armata. Un motivo c’è: «La guerra in Ucraina», spiega il professore, «si è estesa a targeting di navi legate al ministero della Difesa russo anche solo indirettamente». Inoltre, «e la Sparta IV lo è direttamente: ha trasportato armi dalla Siria alla Russia e viceversa almeno dal 2018. Questo ne fa un potenziale target militare per gli ucraini che hanno già più volte tentato di fermarla». La scorta del cacciatorpediniere «serve ad assicurare protezione di superficie da attacchi di droni sia navali che aerei, scoraggiare azioni di sabotaggio e monitorare la sicurezza della tratta». Nel dicembre del 2024 una delle navi della stessa flotta, la Ursa Major, «è affondata in circostanze non chiare non lontano dalla Spagna». E in Russia non voglio che la Sparta IV faccia la stessa fine: al suo ingresso nel Mediterraneo era stata segnalata anche la presenza di un sottomarino della classe Kilo. Che al momento sembra svanito. Mentre la flotta ombra russa resta davanti alla Sardegna, sotto il controllo delle forze armate occidentali.

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