Il caso

«Nemico dell’Italia» chi boicotta i Giochi 

Ira di Meloni per l’eco mondiale degli scontri. FdI a Pd e M5S: isolare i violenti 

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Roma. I primi successi azzurri ai Giochi invernali non fermano l’eco degli scontri di piazza - e delle polemiche - finiti «sulle televisioni di mezzo mondo». Dopo averle viste anche sui canali americani, Giorgia Meloni affida ai social, a tarda notte, tutta la sua «indignazione». Davanti a una vetrina internazionale così importante «gli sforzi di migliaia» di persone, spesso «volontari», rischiano di essere «vanificati» da «bande di delinquenti» che si sono rivisti in azione «a Milano contro i Giochi» e pure a Bologna dove sono stati tranciati i cavi della ferrovia. «Nemici dell’Italia», taglia corto la premier. E per il ministro della Difesa Guido Crosetto con certe decisioni, come quella di scarcerare «quei gentili ragazzi di Torino», gli agenti «prima vengono presi a calci dai violenti e poi dallo Stato», ma quello «con la s minuscola».

«Solita litania»

Ma è solo un modo per nascondere che «sulla sicurezza il governo ha fallito», è il refrain delle opposizioni, che respingono la lettura del centrodestra sulla mancata «condanna» degli episodi di violenza. A chiamare in causa Elly Schlein e Giuseppe Conte è il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, chiedendo a «tutte le forze politiche senza ambiguità e distinguo» di isolare i violenti, aspettandosi una condanna esplicita. «È ripartita la litania per distrarre l’opinione pubblica», taglia corto Conte, sottolineando che il M5S ha sempre condannato «gli aggressori di ogni colore politico». E poi: «Quando eravate all’opposizione chiedevate le dimissioni dei ministri a ogni disordine» mentre ora «le falle su sicurezza e ordine pubblico non vi riguardano». E i dem: «Chi governa non può limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri: deve garantire risultati».

Gli strapuntini

E le opposizioni promettono battaglia sul pacchetto sicurezza approvato in Cdm giovedì. I testi non sarebbero ancora arrivati al Quirinale: il decreto legge sarebbe ancora in attesa di bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato, che deve ancora mettere il sigillo delle coperture al decreto Pnrr approvato la settimana precedente (quest’ultimo dovrebbe essere poi assegnato alla Camera, mentre il decreto sicurezza al Senato). Nel frattempo continuano i botta e risposta, anche tra il ministro della Difesa e l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli. Crosetto se la prende con chi «polemizza» in un momento in cui bisognerebbe «essere compatti nel condannare dei delinquenti violenti e nel difendere la legalità». Nessuna polemica, replica Gabrielli, ricordando di non avere cercato «strapuntini» dopo l’esperienza nel governo Draghi.

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