Crisi internazionali

Bentornati a casa: un abbraccio accoglie la Brigata Sassari 

Ad Alghero in prima linea mamme, mogli e bambini 

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Per cinque mesi hanno contato i giorni guardando il telefono, aspettando quel messaggio della buonanotte che arrivava dal Libano. Ieri sera, invece, gli occhi erano tutti puntati sul tabellone degli arrivi dell'aeroporto di Alghero. Nella sala d'attesa c’erano mogli, genitori, figli e amici, con striscioni, fiori e cartelloni preparati dai bambini. Alle 18.45 il volo proveniente da Beirut, atteso il giorno precedente ma rinviato a causa di un bird strike, è finalmente atterrato riportando a casa una settantina di "Dimonios" della Brigata Sassari, reduci da cinque mesi di missione Unifil in Libano.

Le famiglie

L'emozione era palpabile già prima dell'apertura delle porte. «Sono orgogliosa di mio figlio Claudio, – racconta mamma Assunta – ha già fatto tante missioni, ma ogni volta per me è come se fosse la prima». Poco distante Ilaria, arrivata da Ploaghe con i suoi due figli adolescenti, sorride pensando alla sorpresa organizzata per il marito Pierangelo. «Poi finalmente andremo al mare tutti insieme». Sara, di Quartu Sant'Elena, tiene in braccio il piccolo Samuele, 18 mesi, mentre accanto a lei ci sono gli altri due figli. «È partito che era in fasce», racconta. Silvia, arrivata da Sassari, stringe un grande mazzo di girasoli destinato a Fabio. Ma il regalo più bello è quello preparato dal loro bambino Damiano: un cartellone colorato con la scritta "Missione compiuta, bentornato babbo". Poco più in là un altro bimbo, due anni, corre senza sosta con una maglietta che recita "My dad, my hero", gridando continuamente “papà, papà”.

I saluti ufficiali

L'ingresso dei militari è accompagnato dalle note della Fanfara dei Bersaglieri. I "Dimonios", ancora in uniforme, sfilano ordinati tra gli applausi. Al microfono il comandante della Brigata Sassari, il generale Andrea Fraticelli, ringrazia le autorità civili e militari e soprattutto le famiglie. «Perché, come dico sempre, anche se non indossano l'uniforme fanno la missione insieme a noi». Poi arriva il momento più atteso. Terminati i saluti ufficiali, il generale interrompe il protocollo e, con un sorriso, libera i suoi uomini: «Andate dalle vostre famiglie». In un istante l'ordine militare lascia spazio all'emozione. Tra le autorità prende la parola anche la nuova prefetta di Sassari, Carla Di Quattro, in servizio da pochi giorni. «Per me è un grande onore essere qui. Prometto che imparerò a memoria l'inno della Brigata Sassari», dice, raccogliendo l'applauso dei presenti. Il rientro dei "Dimonios" arriva a due giorni dal passaggio di consegne avvenuto a Shama con la Brigata "Pozzuolo del Friuli", che subentra al contingente sardo nella missione delle Nazioni Unite.

Il conflitto

Negli ultimi cinque mesi i militari della Brigata "Sassari" hanno operato nel sud del Libano nell'ambito della missione Unifil, contribuendo al monitoraggio del cessate il fuoco lungo il confine con Israele, al supporto delle Forze Armate libanesi e all'assistenza della popolazione civile. Un mandato svolto in un contesto particolarmente delicato, segnato dall'escalation del conflitto tra Hezbollah e le Forze di difesa israeliane e dal successivo cessate il fuoco. Quello di ieri è stato solo il primo dei rientri. Il rimpatrio del contingente proseguirà nelle prossime settimane con partenze scaglionate da Beirut e si concluderà entro la fine di agosto.

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