L’allenatore.

Pisacane accende l’entusiasmo: «È giusto che i tifosi sognino, noi dobbiamo restare sul pezzo» 

Per il tecnico il successo di ieri vale più dei tre punti: «È stato da squadra forte, con un animo battagliero» 

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Un altro record di un inizio di stagione da incorniciare: mai, nella storia del Cagliari in Serie A, i rossoblù avevano vinto le prime tre trasferte del campionato. A riuscirci per la prima volta è stata la squadra di Fabio Pisacane, che dopo lo 0-1 di Parma e l’1-2 di Bergamo ha ripetuto lo stesso risultato della giornata d’esordio e si è guadagnata un’altra vittoria da ricordare. Ma il tecnico non ha paura delle vertigini dell’alta classifica: «Sì, perché è giusto che i tifosi sognino e vivano di queste emozioni», premette guardando in che posizione i rossoblù rimarranno per almeno tre settimane. «Siamo noi addetti ai lavori a dover rimanere lucidi e sul pezzo. Sappiamo qual è il nostro obiettivo, dobbiamo rimanere pragmatici e ricordarci che – come si è visto contro il Verona – se molliamo la presa diventa tutto più difficile».

Gestione efficace

Udine non è storicamente un campo facile per il Cagliari (quella di ieri è soltanto la sesta vittoria in 38 precedenti in Friuli) e l’Udinese ieri ha creato numerose difficoltà ai rossoblù, che sono riusciti a uscire indenni dall’inizio di ripresa forsennato dei bianconeri e segnare sulla prima occasione utile. È quello che soddisfa maggiormente Pisacane: «Ci sono dei momenti nel calcio in cui devi essere bello e altri in cui devi essere forte, in questa partita dovevamo essere forti e la squadra mi è piaciuta perché lo è stata». I padroni di casa hanno spesso tenuto il pallino del gioco, ma il Cagliari ha eretto il muro davanti a Caprile (anche grazie al portiere) e ha portato a casa il risultato. «La sofferenza non mi preoccupa, se è accompagnata da spirito di sacrificio e organizzazione. Questa è una vittoria che vale ben più dei tre punti, anche per come è arrivata», puntualizza il tecnico.

«Romano come Strootman»

Per la prima volta, la Serie A si dovrà fermare per tre settimane di sosta, anziché due come nelle precedenti pause per le nazionali. Un qualcosa che potrebbe rischiare di smorzare il momento magico del Cagliari, che non potrà così arrivare lanciato al match con la Juve dell’11 ottobre ma sarà atteso da uno stop prolungato più del solito. «Gli obiettivi però non si riscrivono certo a settembre», la ricetta di Pisacane per far proseguire questo avvio da sogno. «Questa vittoria permetterà ai ragazzi di sopperire ad alcune mancanze, io mi porto a casa l’atteggiamento». Fra chi andrà in Nazionale durante la sosta, per la prima volta, c’è Alessandro Romano: «Non sa neanche lui quanto è forte, è un giocatore completo. Se devo fare un esempio mi ricorda Strootman, secondo me con ancora più impatto dal punto di vista fisico».

I protagonisti

L’avvicinamento a Udinese-Cagliari è stato contrassegnato dalla vicenda Maldini, che però in campo ha saputo cancellare tutto e dimostrare perché Mancini l’ha richiamato in Nazionale. «Caratterialmente sono molto particolare e credo nelle buone azioni: se avesse avuto la coscienza sporca non avrebbe fatto gol, ero sicuro che fosse pulitissimo», il segnale che manda Pisacane. «Non era nemmeno al 100%, per una contusione allo sterno avuta con l’incidente, ma sarebbe stato deleterio non metterlo dal 1’: sta trovando un feeling con la squadra che va sfruttato». Lo stesso vale per Adopo («Cresce di partita in partita, mi sta sorprendendo») e Mendy («Sta acquisendo sempre più fiducia»), ma in generale per tutto il Cagliari: «È una squadra che sa di avere un animo battagliero».

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