Un giro dell’isolato, poi un altro. Le quattro frecce accese, lo sguardo che cerca uno spazio libero, i minuti che passano. A Cagliari parcheggiare è diventata una sfida quotidiana. Per chi deve raggiungere il posto di lavoro o semplicemente tornare a casa. La città sta cambiando volto, diventa più moderna: le strade si restringono, i marciapiedi si allargano, avanzano verde, piste ciclabili e anche cantieri. E i parcheggi? «Scompaiono», tuonano in coro le opposizioni in consiglio comunale. Il conto della trasformazione urbana potrebbe arrivare a duemila posti auto eliminati negli ultimi 15 anni, una stima ancora da certificare ma sufficiente a raccontare il problema. Soprattutto se si aggiunge che, rispetto al piano del parcheggi del 2010, mancano ancora oltre 3000 stalli e il bilancio negativo sale così a oltre 5000 parcheggi. «Da 15 anni il copione è sempre lo stesso: si restringono le carreggiate, si allargano i marciapiedi, si realizzano ciclabili, si eliminano parcheggi e si rende più difficile l’utilizzo dell’auto. Siamo di fronte a un’idea di città», spiega Giuseppe Farris, consigliere di CiviCa 2024.
La mappa
Da via Roma a viale Trieste, fino ai lavori della metropolitana leggera tra piazza Repubblica e piazza Matteotti, la geografia della sosta viene progressivamente ridisegnata. La sola piazza accanto all’ex Cis avrebbe perso circa 300 posti auto. Per non parlare di via Dante, dove sorge la fermata San Saturnino, o l’area del porto, bellissima e appena riqualificata. Ma il dato che più pesa sul futuro della mobilità è un altro. Il piano parcheggi del 2010 prevedeva 6.100 posti in struttura. Ne risultano realizzati soltanto 2.700. All’appello ne mancano 3.400. Una perdita che assume un significato maggiore se si considera che, negli ultimi 30 anni, il parco veicoli cittadino è cresciuto di circa 15mila unità. «Una vera mobilità multimodale non elimina una possibilità per costringere tutti a usarne un’altra. Quando la città smette di adattarsi alle persone ci troviamo di fronte alla volontà di realizzare un progetto talebano di rieducazione urbana», dice ancora Farris.
L’accusa
«Il problema è che non si è ancora sbloccata la vertenza sui parcheggi regionali di viale Trieste e via Caprera, mentre sui nuovi parcheggi di scambio siamo ancora all’anno zero», sottolinea Roberto Mura, Alleanza Sardegna. «La mobilità deve essere sostenibile per i cittadini. La Giunta Zedda continua a imporre un modello di città senza garantire alternative concrete», aggiunge. Un concetto più volte espresso da Pierluigi Mannino, FdI: «La ricetta dell’amministrazione sembra chiara: meno auto, meno parcheggi, più piste ciclabili. I parcheggi sembrano essere il problema. Peccato che senza, le auto non scompaiano: girano a vuoto alla ricerca di un posto. Se vogliamo togliere le auto dalle strade servono parcheggi urbani e di interscambio. Se vogliamo autobus più veloci servono corsie preferenziali. Se vogliamo convincere le persone a lasciare l’auto servono autobus frequenti, puntuali. La mobilità sostenibile non consiste nel togliere alternative ai cittadini. Consiste nel costruirne di migliori».
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