Il personaggio.

Niu e quella magica “Latitudine 99” «Ma solo l’isola mi fa sentire libero»  

Da Carloforte a Roma con un pezzo di mare da proteggere nel cuore 

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C’è una linea invisibile che unisce luoghi, ricordi e identità, e per Niu quella linea ha una coordinata precisa: “Latitudine 99”. È il titolo del suo ultimo singolo, ma anche una chiave emotiva per leggere una vita sospesa tra due mondi. Da una parte la Sardegna, lasciata a soli 18 anni, dall’altra Roma, città che lo ha accolto e trasformato. Nel mezzo, una dimensione intima fatta di ricordi che si affievoliscono, tempo che scorre e legami che resistono. Con una scrittura delicata e immagini sonore evocative, Niu mette in musica la nostalgia di chi parte senza mai andare via davvero. Un racconto personale che diventa universale, capace di parlare a chiunque abbia vissuto almeno una volta la distanza.

«La mia terra»

«A 18 anni ho deciso di andare a Roma, poi ho studiato lì. A quell’età si è ingenui e felici, perché si scopre un mondo più grande. Allo stesso tempo, però, inizi a sentire la mancanza della tua terra, e per noi sardi è qualcosa di difficilissimo», racconta Niu introducendo il senso più profondo del brano, sospeso lungo l’asse emotivo tra Carloforte e la Capitale. Un legame che prende forma proprio nella scrittura: «Questo brano l’ho scritto in Sardegna, è completamente dedicato alla mia terra. Parla di un’appartenenza divisa, di una malinconia dolce che non è mai disperazione, e di quel “nido” che continuo a portare dentro di me». Una dichiarazione intima, che restituisce tutta la complessità di chi parte, ma resta inevitabilmente legato alle proprie radici.

Una paura

Se da un lato la Capitale lo accoglie e gli apre nuove prospettive, dall’altro cresce il timore di smarrire una parte di sé. «Ho paura di perdere quella freschezza, quelle cose che fai perché sei libero. In Sardegna mi sento così: libero. Mi tornano in mente i sapori, l’odore dell’aria, quel rumore che in realtà non è rumore, così diverso dalla grande città», confida Niu. Un legame che il tempo prova a sbiadire, ma che resiste proprio nel ritorno: «Con il passare degli anni ti accorgi che molti ricordi si affievoliscono. Quando torno in Sardegna è come se li rivivessi, ed è anche per questo che sento il bisogno di tornarci più volte». Una necessità quasi fisica, che diventa nutrimento emotivo e creativo. Nella sua vita capitolina, però, Niu assume anche il ruolo di ambasciatore della sua terra: «Chiunque abbia avuto modo di incontrarmi a Roma sa che io porto la bandiera. Invito i miei amici a casa e gli faccio mangiare i nostri piatti».

Il futuro

Se Niu ha da poco pubblicato “Latitudine 99”, lo sguardo è già proiettato in avanti, verso un percorso artistico che promette continuità e nuove sfumature. «Il viaggio che dovete aspettarvi è quello di tuffarvi nei ricordi della vostra vita, quelli che ci fanno riflettere su ciò che siamo stati e su come siamo cresciuti. Ci saranno sempre riferimenti alla mia terra, ma anche episodi che mi hanno segnato lontano dall’isola», spiega. E mentre il racconto prosegue, c’è già una data da segnare: oggi è uscito il nuovo singolo sulla scia di “Latitudine 99”, ma con sonorità più leggere e decisamente estive.

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