La tragedia

Miasmi dal depuratore: due morti 

Un operaio e un soccorritore vittime dell’incidente a San Vito Lo Capo 

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SAN VITO LO CAPO. La prima ispezione del cadavere non lascerebbe dubbi: è morto per le esalazione dei fumi sprigionati dai reflui presenti nella vasca del depuratore Davide Anselmo, 45 anni, l'operaio deceduto nella giornata di ieri a San Vito Lo Capo (Trapani) durante lavori di manutenzione dell'impianto comunale. Solo l'autopsia chiarirà, invece, le cause del decesso di Francesco Bulgarella, un operatore del 118 di 64 anni che ha perso la vita durante le operazioni di soccorso. Non è al momento chiaro se a ucciderlo siano state le sostanze tossiche presenti nella vasca o se sia stato stroncato da un malore dovuto al caldo torrido della giornata.

«Il dipendente della Seus non è mai entrato nei locali dell'impianto - spiega Fabio Genco, responsabile del 118 di Palermo e Trapani -. I soccorritori hanno atteso come da protocollo l'arrivo dei vigili del fuoco che hanno preso l'operaio e lo hanno portato all'esterno. Anche in questo caso sarà l'autopsia ad accertare la causa della morte, ma al momento mi sento di escludere che siano state le esalazioni provenienti dall'impianto. Come 118 siamo vicini alla famiglia del soccorritore e dell'operaio. Non nascondo che per tutti noi è un giorno di forte dolore».

L’incidente

Anselmo, quando si è sentito male, stava recuperando una pompa non funzionante per sostituirla con una nuova. La vasca, all'interno della quale era sceso, non doveva teoricamente contenere liquami. Perchè e da dove si siano sprigionate le esalazioni nocive lo accerterà la Procura di Trapani che coordina l'inchiesta sulle due morti. A chiamare i soccorsi è stato l'operaio che con la vittima doveva effettuare la manutenzione, Gli operatori sanitari hanno tentato di rianimare la vittima a cui è stato anche praticato un massaggio cardiaco. Durante le manovre Bulgarella, si è sentito male ed è morto. Sui due corpi la Procura di Trapani, che indaga per omicidio colposo plurimo e che ha già sentito diversi testimoni, disporrà l'autopsia. Tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. Entrambi gli operai non indossavano protezioni, segno che non pensavano di doversi proteggere da eventuali sostanze nocive. Altro elemento da accertare è se, come si sospetta, nella vasca ci fossero liquami che non dovevano esserci. Per questo i sindacati invocano sicurezza. Questa, dicono, dev’essere una battaglia quotidiana.

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