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Materie prime, il Governo punta sul Sulcis 

Il ministro Urso rilancia il progetto: il riciclo nell’Isola di elementi critici 

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Sulle materie prime critiche il Governo punta sul Sulcis. Nel corso dell’incontro che si è svolto ieri mattina al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per fare il punto sulla vertenza Portovesme srl, il Ministro Adolfo Urso ha rilanciato l’idea di riciclare nel Sulcis le materie prime critiche. «Abbiamo creduto fin dall’inizio in Portovesme come polo strategico per il riciclo e la raffinazione delle materie prime critiche – ha detto Urso - Il progetto Glencore procede ma ora servono interventi per accelerarne l’attuazione e rafforzarne la sostenibilità industriale».

Strategia

Tra gli obiettivi c’è il recupero delle materie prime critiche da residui minerari, coordinati dal Ministero e sviluppato con la Regione, la Portovesme srl, la Carbosulcis, Igea ed Ecotec. La Regione ha già stanziato i fondi per studiare gli abbancamenti di rifiuti minerari, preparare gli studi di fattibilità in vista di un progetto pilota per il trattamento del materiale da cui si possono ricavare le materie prime critiche. «L’obiettivo condiviso è quello di trasformare una fase complessa per il Sulcis – ha detto l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani – in un’occasione di rilancio, costruendo una filiera moderna e sostenibile dell’economia circolare, capace di generare investimenti, creare nuova occupazione qualificata e valorizzare competenze e risorse già presenti nel territorio».

Parti in causa

Interessata al progetto è la Glencore, presente nel Sulcis con la Portovesme srl. Per sostenere il riciclo delle materie prime critiche è indispensabile una modifica normativa che sblocchi l’utilizzo dei materiali minerali abbancati, già all’attenzione del Mase. E ieri a Roma si è parlato anche del progetto Litio – black mass della Portovesme srl, al momento rallentato dal mercato e da criticità normative.

San Gavino

A proposito del sito industriale di San Gavino l’azienda ha comunicato durante l’incontro il passaggio ai test semi-industriali per il bismuto che garantirà una produzione senza ricorso alla cassa integrazione per tutto il 2027. «Il dato importante è che questo sito che si credeva destinato a chiusura definitiva – dice Emanuele Madeddu, segretario della Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale - ora si candida ad avere un ruolo di primo piano nelle materie prime critiche».

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