Gli investigatori dell’Antiterrorismo sono scesi in campo, già da ieri mattina, per comprendere la matrice dell’attentato contro la moschea di Al-Hoda, in via del Collegio a Cagliari, che è stata presa di mira dagli incendiari. Le fiamme, applicate con un innesco e un liquido accelerante, hanno danneggiato il portone e la facciata dell’edifico che ospita l’edificio di culto degli islamici cagliaritani. Sul posto sono intervenuti subito dopo l’allarme i carabinieri della Stazione di Stampace, ma nel giro di pochissimo tempo erano già in azione sia gli investigatori del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei Carabinieri che il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antiterrorismo (DdAT), il pubblico ministero Emanuele Secci.
Il Ros in azione
L’indagine sull’incendio doloso che ha danneggiato il portone, la facciata e alcuni arredi esterni della moschea, è dunque nelle mani del reparto investigativo d'élite dell'Arma, istituito nel 1990 per le indagini contro il crimine organizzato (mafia) o il terrorismo. È l'unica ramificazione investigativa dei carabinieri con competenza nazionale centralizzata, occupandosi esclusivamente di indagini complesse e di lungo periodo. Sia chiaro, l’intervento del Ros non è legato al timore che il raid incendiario della scorsa notte possa essere, per forza, inserito in un quadro terroristico più vasto, ma semplice perché ogni volta che gli atti vandalici prendono di mira «obbiettivi sensibili» il problema diventa di sicurezza nazionale. I carabinieri del raggruppamento speciale, coordinati del colonnello Giorgio Mazzoli (l’esperto ufficiale che ha condotto anche l’indagine di Mafia Capitale), usano metodologie avanzate ed sono suddivisi in reparti che si occupano di terrorismo (monitoraggio di minacce eversive, nazionali e internazionali), criminalità organizzata (indagini su mafia, 'ndrangheta, camorra e i loro traffici illeciti), ma anche eventuali infiltrazioni nell'economia (contrasto al riciclaggio e al reimpiego di capitali illeciti).
Le indagini della DdAT
Al termine degli accertamenti i militari del Ros dovranno inviare una informativa al pm Secci per ricostruire l’accaduto e chiarire se sia un gesto isolato, magari di qualche squilibrato, oppure un raid più organizzato con un movente politico-religioso. Per il momento nulla trapela sulla vicenda, visto che la DdAT conserva il massimo riserbo sulle proprie indagini. Tra queste, sempre in ambito politico-religioso, spiccano quelle della Digos sull’imbrattamento con vernice rossa e scritte minatorie nella sede dell'archivio ebraico in via Lamarmora, in occasione delle celebrazioni per la Giornata europea della cultura ebraica, il 14 e 15 settembre 2024, ma anche altre – ben più complesse – su movimenti estremisti di destra che avevano pianificato azioni dimostrative o violente contro i musulmani.
Reazioni e solidarietà
Sulla vicenda è intervenuto ieri il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini: «Ogni atto di intolleranza religiosa, vandalismo e violenza di strada», ha precisato, «non può essere sottovalutato e va condannato con fermezza. Un ringraziamento va a quanti sono prontamente intervenuti per spegnere il fuoco e limitare i danni. Attendiamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sull’accaduto». Quasi nello stesso momento è arrivata la nota di solidarietà della presidente della Regione, Alessandra Todde. «Quanto avvenuto questa notte alla moschea di via del Collegio, a Cagliari», ha sottolineato, «è un fatto grave che va condannato con fermezza. Esprimo la mia solidarietà alla comunità musulmana della nostra città e dell'intera Sardegna. Ogni luogo di culto deve essere rispettato e tutelato, perché la libertà religiosa è un principio fondamentale della nostra democrazia e della convivenza civile. Nessun gesto di intolleranza, vandalismo o violenza può trovare spazio nella nostra comunità». Solidarietà anche dal M5S. In via del Collegio è andato ieri il sindaco Massimo Zedda che ha voluto far sentire la propria vicinanza alla comunità musulmana colpita dal raid incendiario contro la moschea. «Come amministrazione comunale esprimiamo solidarietà alla comunità musulmana e condanniamo fermamente questi atti criminali, caratterizzati da odio religioso e razziale», ha fatto sapere il primo cittadino, ringraziando «il cittadino che abita sopra la moschea e coloro che vivono nei palazzi che si sono subito prodigati per spegnere le fiamme. Cagliari è città di pace – conclude Zedda -, aperta al dialogo e alla diversità, accogliente, sensibile, civile. Nell'attesa che la giustizia faccia il suo corso, ringraziamo anche il lavoro delle forze dell'ordine che stanno indagando per risalire ai responsabili».
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