Hanno risposto in tanti all’appello per il presidio davanti alla moschea di via del Collegio con l’obiettivo di esprimere solidarietà alla comunità musulmana di Cagliari. «L’abbiamo organizzato in poche ore», spiega Claudia Ortu del coordinamento nazionale di Potere al Popolo, «questo episodio crediamo sia il frutto degli imprenditori dell’odio che utilizzano il malessere delle persone per avere guadagni politici. Siamo molto preoccupati perché un episodio del genere non era mai accaduto e non intendiamo accettarlo». Con loro in piazza tante altre associazioni e don Marco Lai, parroco della chiesa di Sant'Eulalia a pochi metri di distanza dalla moschea: «Viviamo gomito a gomito da 40 anni. Quanto accaduto richiama l’attenzione sul diritto di culto, un diritto inviolabile, su questo non si può transigere. In questi anni il dialogo con la moschea e le altre confessioni religiose è cresciuto tantissimo. Sono vicino all’imam». Tra le associazioni davanti alla moschea c’era Usb Sardegna. «Quanto accaduto è orripilante», commenta Enrico Rubiu del coordinamento regionale, «secondo noi è una questione di razzismo senza mezzi termini». «In questo clima d’odio dovevamo aspettarcelo», dice Salvatore Drago, sempre di Usb. «Non dobbiamo sottovalutare questi segnali», afferma Francesco Piseddu, rappresentante del coordinamento per l’Unità dei comunisti in Sardegna, «siamo qui per condannare fortemente questo atto vile».
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