Alla Camera

Meloni attacca Vannacci e sfida l’Ue 

«Sull’Ucraina serve una voce unica. Futuro nazionale vota con la sinistra» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Attacco frontale a Vannacci e Futuro Nazionale, asse col Colle sulle armi a Kiev, bacchettata alla Sardegna (e alla Toscana) sulle energie rinnovabili: una Giorgia Meloni a tutto campio, quella intervenuta ieri alla Camera. Sulla guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio ha auspicato che l’Europa, accantonando il modello delle riunioni fra leader, punti su una «figura autorevole» a cui affidare una sola voce nel negoziato per la pace, in «coordinamento» con gli Stati Uniti ma senza alcuna «delega». Un passaggio in sintonia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha definito «molto opportuno» che l'Ue «nei confronti di Ucraina e Russia si presenti con una voce sola», e anche con la linea del Pd. Da lunedì Meloni sarà in Francia per il G7, dove vedrà Trump dopo mesi di gelo. Al centro ci sarà soprattutto la crisi in Iran.

Il fronte interno

Sul fronte interno, Meloni rompe il silenzio con cui aveva finora congelato il nodo Vannacci e va all'attacco: «Per sei volte – ha detto ai deputati di Futuro Nazionale – avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte e Renzi. Non mi si parli di vera destra». Cioè la formula usata da Vannacci meno di 24 ore prima, in diretta tv da Lilli Gruber: «Quello che stiamo facendo a tutela dell'interesse nazionale – ha ribadito la premier – è quello che c'era nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voialtri siete stati eletti nelle file del centrodestra».

In Transatlantico gli animi sono bollenti. «Dopo un attacco così ora è guerra totale», annuncia Rossano Sasso di Futuro nazionale. «I vannacciani – ribatte il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli – hanno preso i voti del centrodestra e ora vanno contro il centrodestra». Dura in Aula Laura Ravetto, ex Lega: «Non votiamo la fiducia al governo non per fare un favore alla sinistra ma perché il governo ha tradito la fiducia degli elettori e il programma con cui è stato votato». E l’ex FdI Emanuele Pozzolo: «Meloni ha dimostrato di essere la migliore alleata della sinistra chiudendo ogni dialogo politico con Vannacci: ha paura del generale».

Il capitolo energia

Tema energia: «Non siamo contrari alle rinnovabili – ha detto Meloni – ma siamo contrari alla speculazione. In meno di quattro anni abbiamo aumentato la potenza installata. Poi qualcuno sul territorio deve dare le autorizzazioni e fra i presidenti di Regione che più si oppongono ci sono quelli della Toscana e della Sardegna, quindi un po' di coerenza». Dall’Isola hanno replicato gli assessori regionali dell’Urbanistica, Francesco Spanedda, e dell’Industria, Emanuele Cani: «Siamo piacevolmente sorpresi – ha detto il primo – di apprendere dalle parole della presidente Meloni che il Governo nazionale ha la stessa posizione che la Regione Sardegna sostiene da due anni, da quando si è insediata la giunta Todde: contraria alla speculazione energetica e favorevole a una transizione energetica governata». L’Isola, ha dichiarato il secondo, «sta facendo pienamente la propria parte nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, pur avendo operato in un contesto nazionale caratterizzato da un blocco regolatorio che, dal 2021 al 2024, ha favorito il proliferare di richieste di connessione e progetti».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI