Il mistero.

«L’unica certezza è la ricina» 

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«Nelle mie ultime dichiarazioni non c'è nulla di diverso rispetto a quello che ho sempre detto nei mesi passati. Non capisco quindi questo accanimento. Io non ho mai dichiarato niente di diverso, non sono un investigatore». Lo ha detto Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni di Pavia, che ha individuato la ricina nel caso delle due donne, madre e figlia, morte a dicembre a Pietracatella. Sulla vicenda la procura di Larino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti, mentre cinque medici che si occuparono di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita nelle ore precedenti al decesso sono indagati per omicidio colposo. Negli ultimi giorni, secondo fonti investigative, sarebbero inoltre emersi «elementi certi» a sostegno dell'ipotesi del delitto. «Le uniche certezze che abbiamo – sostiene Locatelli – riguardano la presenza della ricina ma non sono in grado di dire se l'esposizione sia stata accidentale o volontaria»

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