La sindaca di Elmas Maria Laura Orrù si è dimessa e non sembra minimamente intenzionata a ripensarci. Anzi, ha già annunciato la sua ricandidatura, in un clima segnato da accuse reciproche (con il Pd e il suo esponente Valter Piscedda) e preparativi (per ora a porte chiuse) in vista delle amministrative. Elmas attende un breve commissariamento, intervallato da santini e propaganda.
Signora sindaca, dimissioni come coerenza etica o resa strategica?
«Le due cose sono collegate. Anche se i numeri per governare li avrei avuti grazie al sostegno di alcuni consiglieri della minoranza, ma non sarebbe stata la stessa squadra con cui abbiamo vinto le elezioni. Ritengo giusto e responsabile restituire la parola alla cittadinanza».
Ha detto: non mi piego a logiche da vecchia politica.
«La politica in cui mi riconosco è servizio, responsabilità e rispetto del mandato. Per "vecchia politica" mi riferisco a un modo di agire che punta a indebolire un alleato senza rinunciare alle posizioni acquisite. Per me la politica deve essere confronto leale, coerenza e responsabilità».
Dimettersi in anticipo non è un tipico gesto da “vecchia politica”?
«No. Un gesto da vecchia politica sarebbe stato avere la pretesa di continuare a avere un ruolo a tutti i costi per un altro anno e mezzo».
Si è sentita ricattata politicamente?
«Ricattata direi di no, ma è innegabile che ci sia stato il tentativo di indebolire me e la maggioranza».
I consiglieri Pd avevano ruoli chiave. Le è stato chiesto di cambiare gli equilibri di Giunta come condizione per continuare?
«Mesi fa, quando gli esponenti del Pd sono usciti dal gruppo di maggioranza, abbiamo proposto loro un documento politico di rilancio. Hanno rifiutato di firmarlo. Ho sempre tenuto le porte aperte al dialogo, ma questo doveva rispettare tutte le sensibilità».
Il Pd sostiene che lei sia rimasta isolata per incapacità di condivisione.
«So bene che la politica è mediazione e ascolto. Per questo ogni lunedì si teneva una riunione di maggioranza. Se l’accusa riguarda il fatto che cinque consiglieri pensavano di avere un peso specifico maggiore rispetto agli altri sette, penso ci sia una visione distorta della condivisione».
Con Piscedda ex alleati e oggi rivali in Comune e alleati in Consiglio regionale.
«In Consiglio regionale lavoro con il mio gruppo di Avs e con gli altri partiti, quindi anche il Pd di cui Piscedda è un importante esponente».
I cittadini temono per il blocco dei cantieri Pnrr da trenta milioni. «Vorrei tranquillizzare la cittadinanza: non si bloccherà nulla. L’amministrazione va avanti e tutte le cose importanti sono già state sistemate prima delle dimissioni. Il Commissario porterà avanti la programmazione già impostata».
Qual è lo stato reale di opere come la Statale 130 e Is Forreddus?
«Sulla 130 gli interventi sono nelle mani di Regione e Anas. Sul ponte di Is Forreddus ci sono state criticità tecnico-realizzative, ma l’ufficio proseguirà l’iter e a breve i lavori dovrebbero riprendere».
Non teme rallentamenti per la Casa della Comunità o i lavori a Giliacquas?
«No. La Casa della Comunità è in mano alla Asl 8, il percorso è autonomo. Per Giliacquas l’ufficio competente sa esattamente cosa fare. Collaborerò con il Commissario per un corretto passaggio di consegne».
Alle prossime Comunali si alleerà con il Pd o c’è una rottura definitiva?
«Non cambieranno le idee e i princìpi, magari cambieranno le persone per garantire coerenza. All’ipotesi di una corsa solitaria del Pd non devo rispondere io: ricordo che è stata ventilata proprio dal Pd locale».
C’è una scelta che non rifarebbe?
«Non mi piace guardare al passato. Preferisco guardare al futuro con ottimismo e con la coscienza a posto».
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