L’indagine della Dda di Roma sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci sembra arrivata ad una svolta. Nel giorno in cui il Riesame respinge l’istanza di Valter Lavitola, reo confesso come mandante dell’attentato al giornalista, e conferma l’impianto accusatorio a cominciare dall’aggravante del metodo mafioso, emerge che nei dispositivi elettronici dell’imprenditore ci sono dei buchi, dei salti temporali, nelle sue comunicazioni con l’ex conduttore di Report. Nei cellulari sono state riscontrate cancellazioni di messaggi inviati nei giorni precedenti e successivi all’attentato. Al momento non è calendarizzata una convocazione di Ranucci, ma non si esclude che possa avvenire nelle prossime settimane. E potrebbe essere ascoltata Natalia Potenza, compagna di Lavitola, che la notte tra il 4 e il 5 luglio, poche ore dopo la perquisizione domiciliare del marito, avrebbe ricevuto da Laura Cianfoni, vicina a Ranucci, l’ordinanza cautelare a carico dei quattro esecutori dell’attentato. Su questo episodio il giornalista sui social ha affermato che «non esiste alcuna chat segreta. È stata mandata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e, di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro».
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