Il focus

Eurallumina e Sider Alloys, le vertenze del Sulcis al Mimit   

Martedì i tavoli ministeriali, convocata anche la Provincia 

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Le vertenze sospese del Sulcis Iglesiente stanno per tornare al Mimit: il 15 settembre sono in agenda gli incontri per il futuro dell’Eurallumina (alle 11) e della Sider Alloys (alle 14). Dopo la calda estate, i tavoli ministeriali dedicati al Sulcis ripartono con le stesse vertenze rimaste in stand by: a Portovesme, sotto quello che resta delle ciminiere, si attendono notizie.

Investimento in stand by

Per Eurallumina l’ultimo vertice al ministero delle Imprese e del Made in Italy risale al dicembre 2025, dopo la clamorosa occupazione del silo da parte degli operai. La Rusal, sanzionata per la guerra in Ucraina, mise lo stop al trasferimento di risorse e la società rischiava il fallimento: il Governo si impegnò a stanziare la somma necessarie per tenere in vita la fabbrica. «Sono passati nove mesi da quell’incontro», dice Nino D’Orso, segretario regionale della Femca Cisl, «i lavoratori sono in cassa integrazione, solo 38 sono a lavoro, lo stabilimento è in abbandono e non tutti i soldi garantiti sono arrivati. A questo punto, visto il tempo trascorso, ci auguriamo che sia davvero arrivato il momento di qualcosa di concreto, in particolare sulle sanzioni. È fondamentale parlare di nuovo della fabbrica, dei progetti e dei lavoratori». Dopo diversi mesi, il caso Eurallumina sarà di nuovo in discussione al Mimit. «Quest’estate, il ministro Urso a Cagliari aveva detto di essere al lavoro per una soluzione che potesse sbloccare questa vertenza, anche con l’intervento del Governo», interviene Emanuele Madeddu, segretario della Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale, «il nostro auspicio è che sia conseguente a questo annuncio». Le sanzioni che si sono abbattute sull’Eurallumina, congelando gli asset italiani della Rusal, hanno di fatto messo in stand by i piani di investimento e il futuro dei circa 190 lavoratori.

Le proposte sul tavolo

L’altra fabbrica di Portovesme, di cui si discuterà il 15, è la Sider Alloys, l’ex Alcoa, la fabbrica di alluminio in attesa di rilancio, dal 2018 in mano alla società svizzera. «Ci aspettiamo che il Governo prenda posizione», dice Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil, «ci sono due multinazionali interessate al sito, mentre la fabbrica è ferma e quasi tutti i sessanta dipendenti sono in cassa integrazione». I sindacati chiedono un’inversione di tendenza nella gestione della fabbrica. «Sono stati spesi molti soldi pubblici ma la fabbrica è ancora ferma», dice Renato Tocco, segretario della Uilm, «sappiamo che ci sono proposte imprenditoriali, alternative solide: il Governo le prenda in considerazione, non si può attendere ancora perché a pagarne le conseguenze sono i lavoratori».

La delegazione

Tra le istituzioni convocate ai due tavoli ministeriali c’è anche la Provincia. «Sono vertenze con diverse specificità», dice il presidente Mauro Usai. «Su Eurallumina ci aspettiamo che sulle sanzioni si adotti la stessa linea utilizzata in altri contesti dove le aziende strategiche sono state esentate dalle sanzioni». A Roma sarà presente il consigliere provinciale delegato all’Industria Romeo Ghilleri. «Ci aspettiamo atti concreti», avvisa. «Su Sider Alloys il Governo deve prendere una decisione. Era stato annunciato un piano strategico sulla filiera dell’alluminio: ora servono passaggi certi per il futuro della fabbrica e dei lavoratori».

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