Washington. A 25 anni dagli attentati alle Torri Gemelle, gli Stati Uniti si sono fermati per commemorare l’11 Settembre, il più grave attacco terroristico della loro storia. Alla cerimonia al Pentagono Donald Trump ha assicurato: «Non dimenticheremo mai. Combattiamo con determinazione, combattiamo per vincere». A Ground Zero, invece, il vicepresidente JD Vance ha partecipato alla lettura dei nomi delle vittime insieme agli ex presidenti Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton e al sindaco Zohran Mamdani.
Proprio da Ground Zero è arrivata la richiesta di far emergere la verità sui presunti legami dell’Arabia Saudita con gli attentati. Terry Strada, presidente di 9/11 Families United, ha accusato Riad di aver alimentato una cultura del terrorismo antiamericano e di aver sostenuto gli attentatori, chiedendo a Trump di intervenire: «Se vogliono essere amici degli Usa, non possono continuare a negare tutto questo». Parole pronunciate mentre Washington è impegnata nella guerra contro l’Iran e considera l’Arabia Saudita un partner strategico.
Trump ha collegato l’anniversario alla nuova sfida iraniana, definendo Teheran il «principale sponsor mondiale del terrorismo» e ribadendo l’obiettivo di impedirle di dotarsi di un’arma nucleare. Toni ancora più duri dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha evocato la lotta contro una «teocrazia islamica» che minaccia gli Stati Uniti da decenni.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
