La guerra

La “tregua” di Putin fa 15 vittime 

Droni sui minatori e su un reparto maternità. Abu Dhabi, slitta l’incontro 

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Kiev. A poco più di tre settimane dal quarto anniversario della guerra in Ucraina, con il gelo che paralizza il Paese già in ginocchio, la strada dei negoziati resta accidentata, con il secondo round di colloqui a Abu Dhabi tra funzionari russi, ucraini e statunitensi rinviato a mercoledì. Intanto, nonostante la tregua energetica, non si fermano i raid russi. Ieri un drone ha preso di mira un altro autobus causando 15 morti. Il mezzo trasportava minatori della Dtek, e questo elemento evoca una strategia di Mosca per paralizzare i trasporti - è il terzo attacco a un bus negli ultimi giorni - compresa la linea ferroviaria, cruciale per la logistica militare ma anche l’infrastruttura che dall’inizio del conflitto è stata determinante per mantenere il Paese “vivo” attraverso gli spostamenti via terra.

Florida

«Un crimine emblematico che dimostra ancora una volta che Mosca è responsabile dell'escalation», attacca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, annunciando su X che «le date per i prossimi incontri trilaterali sono state fissate: il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi». Una comunicazione senza ulteriori spiegazioni, all'indomani di un incontro che invece si è tenuto: quello a Miami fra l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev e i membri dell’amministrazione Trump, un vertice «positivo e costruttivo» secondo l’inviato Usa Steve Witkoff.

«Proteggere il cielo»

Cremlino e Casa Bianca hanno confermato né smentito le nuove date: di fatto a Washington i dossier si accumulano e si complicano, mentre le tensioni con l’Iran rischiano di mettere in secondo piano l’emergenza ucraina, appesa alle promesse di mini-tregue già chiaramente smentite. L’episodio più sanguinoso delle scorse ore è l’attacco all’autobus di linea nella regione di Dnipropetrovsk, nel distretto di Pavlograd. Nella notte e nelle prime ore del mattino però droni avevano già ucciso almeno due persone e ferite altre sette, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Un drone ha colpito un ospedale di maternità nella città Zaporizhzhia, nel sud del Paese: sei persone ferite, tra cui due donne. A stretto giro la segnalazione di un secondo raid a Zaporizhzhia, con il ferimento di un bambino. Intanto il ministero della Difesa russo dichiara che l’esercito ha preso due villaggi in Ucraina: Zelene, nella regione di Kharkiv, e Sukhetske, a circa 15 km a nord di Pokrovsk, nel Donetsk. Mentre le forze di difesa aerea russe hanno intercettato e distrutto 21 droni ucraini durante la notte di sabato, «14 sulla regione di Belgorod, cinque sulla regione di Voronezh e uno ciascuno sulle regioni di Astrakhan e Kaluga», ha affermato il ministero. Zelensky fa la drammatica conta: nel solo mese di gennaio hanno colpito l’Ucraina 12mila bombe, droni e missili russi, che hanno «preso di mira il settore energetico, le ferrovie e le nostre infrastrutture». Per il presidente «persiste la necessità di proteggere il cielo. Missili per Patriot, Nasams, F-16 e altre piattaforme sono necessari ogni singolo giorno».

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