Milano

Il rapinatore spara, l’agente risponde e lo colpisce al capo 

Aveva rubato la pistola a un vigilante Rogoredo, caso-fotocopia dopo 6 giorni 

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Milano. Ha colpito con un bastone alla testa un vigilante, poi gli ha rubato la pistola ed è scappato. Ha poi sparato almeno tre colpi contro un’auto della polizia che lo ha intercettato, per poi essere colpito dagli agenti che hanno risposto al fuoco. Ora lotta tra la vita e la morte in ospedale.

Il blindato

È il folle pomeriggio di un uomo cinese di 30 anni, protagonista di un’altra sparatoria che ha coinvolto le forze dell’ordine nel quartiere milanese di Rogoredo in meno di una settimana. Attorno alle 14,30 il vigilante di circa 50 anni stava andando al lavoro a piedi quando in via Caviglia, zona sud della città non lontano da Piazzale Corvetto, è stato aggredito da uomo, che lo ha colpito con un bastone per poi rubargli la pistola che aveva in dotazione, una Walther P99. Il vigilante ha subito chiamato il 112, spiegando che «un uomo con gli occhi a mandorla» lo aveva derubato, e poco dopo in zona sono arrivate numerose volanti. La ricerca ha avuto successo attorno alle 15,15, tre quarti d’ora dopo l’assalto, quando il ladro ha incrociato il Land Cruiser blindato dell’Uopi, le unità specializzate di primo intervento della polizia, in via Cassinis, poco prima di piazza Mistral, una zona ancora più in periferia, non lontana dalla stazione di Rogoredo. Alla vista delle forze dell’ordine l’uomo ha aperto il fuoco, almeno tre colpi sono rimasti nella carrozzeria blindata del fuoristrada, ma senza colpire gli agenti che hanno risposto al fuoco. Ferito alla testa e a un braccio, il trentenne è stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda, dove ieri sera era ricoverato in prognosi riservata.

L’inchiesta

Ieri sera la zona era blindata per i rilievi della Scientifica e la Procura stava acquisendo tutti i video delle telecamere presenti nella zona e sentendo i testimoni per ricostruire la dinamica della sparatoria. Gli accertamenti in vista dell’apertura di un fascicolo sono stati disposti dalla pm Simona Ferraiuolo e dal procuratore capo Marcello Viola. Solo lunedì scorso c’era stato un altro scontro a fuoco sempre nel problematico quartiere della periferia sud di Milano, dove ha peraltro sede l’Arena Santa Giulia che ospiterà il torneo di hockey su ghiaccio delle Olimpiadi di Milano Cortina. In quello che resta del boschetto della droga, Abhderraim Mansouri, 28enne di nazionalità marocchina, è stato ucciso da un agente di polizia in borghese nel corso di un controllo, dopo che l’uomo aveva estratto una Beretta 92 che è poi risultata essere a salve. E dalla carriera del poliziotto che gli ha sparato, intanto, emergono un verbale d’arresto e una relazione di polizia giudiziaria con «numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere di sorveglianza». Lo scriveva un anno fa il Tribunale di Milano motivazioni l’assoluzione di un tunisino accusato di detenzione a fini di spaccio: i giudice hanno trasmesso gli atti ai pm per valutare «condotte penalmente rilevanti» da parte dell’assistente capo di polizia, oggi indagato per omicidio volontario per la morte del 28enne marocchino.

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