L’emergenza

Il Sulcis è senza corrente, sindaci sul piede di guerra 

Pesanti disagi a Carbonia: si ricorre a un maxi generatore 

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Stacchi ripetuti, blackout di giorni, sbalzi di corrente, cali di tensione. Da settimane il rapporto fra Enel e il Sulcis è a dir poco complicato. E a patire le conseguenze non sono solo le famiglie, molte delle quali contano danni agli elettrodomestici, ma anche gli esercizi commerciali e le aziende che da giorni si vedono costrette a limitare, se non interrompere, le attività. Carbonia, Santadi e San Giovanni Suergiu sono i centri maggiormente colpiti dalle interruzioni di corrente, programmate o causate da guasti connessi spesso al maltempo ma anche alle condizioni degli impianti.

Lettera di protesta

Una condizione di precarietà prolungata che ha visto costretti i sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis a inviare una lettera di protesta a Enel-Distribuzione. Maggiormente colpito il rione di Cannas di Sopra ma i blackout si sono estesi anche al quartiere di Rosmarino e ad altre zone a sud della città. In un paio di circostanze gli stacchi si sono dilungati per sette ore, dal primo pomeriggio a notte. E a patire di più sono stati gli anziani che, in casa, per riscaldarsi, possono fare affidamento solo sulle pompe di calore.

Le sollecitazioni

Un guasto nella cabina di via D’Annunzio costringe Enel da oltre una settimana a tenere in funzione un maxi generatore. «Sono andate avanti sollecitazioni e interlocuzioni», sottolinea il sindaco Pietro Morittu, «affinché si trovino le soluzioni per ripristinare i guasti e costruire nel più breve tempo possibile un progetto di adeguamento e sviluppo della rete». I disagi a Carbonia sono diventati anche motivo di contesa politica per una mozione della consigliera Daniela Garau: «Vivere con l’incertezza di blackout improvvisi non è solo una questione di sicurezza ma anche di rispetto: occorre chiarire le cause dei continui distacchi, stabilizzare la rete e, in caso di manutenzioni, avvisare con adeguato anticipo i cittadini».

Gli orari dell’interruzione

L’ultimo stacco a Carbonia è avvenuto il 30 gennaio, ancora zona Cannas; due mattine prima a San Giovanni Suergiu: dalle 5 alle 8,30 in parte della statale 126 che in paese prende il nome di via Porto Botte, e parte di via Vittorio Emanuele. Ma c’è un paese del basso Sulcis che tuttora sta vivendo disagi non indifferenti: è Santadi. Nei momenti peggiori, legati anche al maltempo, alcuni borghi (Is Collus, Santadi basso) sono rimasti senza energia elettrica per 24 ore.

I lampioni spenti

Nel territorio di Santadi, spiega il sindaco Massimo Impera, «abbiano ancora sette generatori attivi: non sono stati fatti subito i ripristini e alcune frazioni sono rimaste anche tre giorni senza corrente: un danno per i panificatori e i ristoratori, disagi anche per la guardia medica». A Carbonia, ogni tanto, sebbene il problema non sia connesso alle reti Enel ma agli impianti gestiti da una società che ha vinto un appalto comunale, c’è anche il problema dell’illuminazione pubblica: spessissimo lampioni ko, e due sere fa, come al solito, buio totale fra via Tirso e strade limitrofe. Il Comune ha più volte ricordato che gli occhi sono puntati verso il futuro capitolato d’appalto.

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