All'indomani degli scontri di Torino Elly Schlein ribadisce la nettissima condanna del Pd per le violenze sugli agenti e chiama Giorgia Meloni. Alla segretaria dem non sono andate giù le accuse e le insinuazioni rivolte al suo partito da alcuni esponenti di centrodestra, né tantomeno le «strumentalizzazioni» delle ultime ore, di cui si dice «preoccupata». Così alza il telefono e invia alla presidente del Consiglio un messaggio: le forze dell’ordine sono «un patrimonio dello Stato, non una questione di parte» e «in questi momenti le istituzioni devono unire, non dividere».
Ma mentre il centrosinistra cerca di non prestare il fianco a sospetti di indulgenza per chi aggredisce la polizia, si profila subito un tema che non mancherà di dividere e di suscitare allarme.
Matteo Salvini ieri si diceva sicuro che che dal vertice governativo sulla sicurezza convocato per questa mattina verrà fuori un intervento corposo, con lo scudo penale che evita agli agenti l'iscrizione automatica nel registro degli indagati e il fermo preventivo per i manifestanti sospetti prima dei cortei, che «può arrivare anche a 48 ore». Il vicepremier parla al termine di una domenica in cui esponenti di maggioranza e governo hanno dato alle violenze della manifestazione per Askatasuna le connotazioni dell'eversione, se non del terrorismo. Un fenomeno - secondo queste letture - da affrontare come ai tempi delle Brigate rosse. L’attualità sta portando l’esecutivo ad accelerare sul pacchetto sicurezza, che da settimane è allo studio, con interlocuzioni fra Palazzo Chigi e Quirinale su una serie di norme. In questa dinamica, ad esempio, nei giorni scorsi è emerso che la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile, anziché nel decreto dovrebbe entrare in un disegno di legge. Alla riunione di governo di stamattina dovrebbero partecipare anche Antonio Tajani (collegato da Palermo), il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
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