La protesta

La Spagna in piazza per il diritto alla casa 

La rabbia del “popolo delle chiavi” dopo la bocciatura dei decreti legge 

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Madrid. Subito sciopero generale! È il grido che attraversa Madrid e decine di altre città in Spagna, il “popolo delle chiavi” scende in piazza in difesa del diritto alla casa. Esprime la rabbia e la frustrazione per i due decreti legge varati dal governo Sanchez affondati venerdì al Congresso dei deputati da una maggioranza di destra in Parlamento, coagulata da Partito Popolare, Vox e la forza catalanista Junts per Catalunya.

La manifestazione

Nella capitale, in decine di migliaia - oltre mezzo milione stimati dal Sindacato de Inquilinas - hanno marciato al grido di verguenza ! (vergogna), e «fuori gli speculatori dai nostri quartieri», convergendo dai quattro punti cardinali in Plaza Cibeles, dove si sono riversati anche gli Indignados , che da ormai una settimana occupano la acampada nella centralissima Puerta del Sol.La scena si è ripetuta da Bilbao a Malaga, da Alicante a Palma de Maiorca. Mentre a Valencia si sono vissuti momenti di forte tensione quando i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che circondava il Palau de las Artes, dove era in corso un congresso di immobiliaristi. Gli incidenti sono culminati nelle cariche degli agenti antisommossa, che hanno lanciato lacrimogeni e sparato pallottole di gomma a scopo dissuasorio. Il bilancio è di almeno 5 arresti e 9 poliziotti feriti.

La pausa del Governo

È di collera la risposta della piazza, anche per la pausa di riflessione annunciata da Pedro Sanchez sull'ipotesi di sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate sulla fine della legislatura, nel luglio 2027.Ma, nelle ore delle proteste, è proprio Junts - il partito di Carles Puigdemont che con i suoi 7 deputati ha contribuito a far saltare il banco - a cercare di frenare. «Spero che il Psoe si sieda di nuovo al tavolo», dice la portavoce Miriam Nogueras. «Dipende da loro», ha sostenuto, riferendosi ai socialisti e alla possibilità di un nuovo accordo sulle proprie proposte. Dopo che il 90% erano state accolte nei decreti bocciati al termine di un'estenuante trattativa, come aveva ricordato la ministra dell'Edilizia abitativa, Isabel Rodriguez. Una prudenza suggerita dai sondaggi, che collocano Junts in forte difficoltà: se si votasse ora, otterrebbe la metà dei seggi attuali, scavalcato di lunghezza da Aliança Nacional, la forza sovranista di ultradestra guidata in Catalogna Silvia Orriols.

Le alleanze

Anche a sinistra il quadro è tutt'altro che pronto al confronto nelle urne, nonostante la fondatrice di Sumar, la vicepremier Yolanda Diaz, assicuri il contrario. Precisando tuttavia che la decisione «spetta esclusivamente al presidente» del governo. Nel frattempo, accelera il progetto di un “Frente Amplio”, un grande campo delle sinistre, che si discuterà oggi fra le forze confederate - Movimiento Sumar, Izquierda Unica, Mas Madrid e Comunes - senza avere ancora definito né candidato né formula definitiva, e con Podemos ancora fuori dal progetto unitario.

Marciando nel corteo di Madrid, Irene Montero, di Podemos, ha messo la casa davanti alle urne: «Prima le misure, poi le elezioni». E ha chiesto un nuovo decreto per ridurre il prezzo degli affitti, vietare la speculazione ed «espropriare i fondi avvoltoio».

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