Lavoro.

La Regione vara un piano giovani 

Todde: un milardo e mezzo destinato alla formazione e alle nuove tecnologie 

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L’intelligenza artificiale non si discute. Occorre comprenderla, sfruttarla nel modo giusto. Studiarla a fondo, conoscerne pregi e insidie. Così, da Nuoro tutti d’accordo: bisogna investire sulla formazione e sulle nuove tecnologie. «Per questo motivo stiamo lavorando su un “piano-giovani” da oltre un miliardo e mezzo», ha detto la governatrice Alessandra Todde, ieri mattina in Camera di commercio al convegno organizzato dalla Cisl: “Sardegna, Isola delle competenze”. «Serve un patto per lo sviluppo, il lavoro e la formazione», ha ribadito Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl.

Nuovo corso

Investire su formazione e intelligenza artificiale. È il messaggio che si è levato dal capoluogo barbaricino. «“Sardegna, Isola delle competenze” non è uno slogan», hanno ribadito i vertici Cisl, in testa la padrona di casa, la segretaria provinciale Maria Luisa Ariu. È un obiettivo condiviso, una proposta politica e sociale. Come dire, l’Isola non dev’essere passiva. Piuttosto, dev’essere in grado di costruirsi un futuro virtuoso. Quali sono le competenze richieste? «Intanto quelle che ci possono far affrontare la complessità del mondo odierno», ha puntualizzato Ariu. Poi ha aggiunto: «Il mondo del lavoro è cambiato, spinto con prepotenza dall’intelligenza artificiale». L’ex governatore, nonché docente di Economia dell’università di Cagliari, Francesco Pigliaru, ha precisato: «Le competenze che servono si possono formare diffondendo l’uso dell’intelligenza artificiale. Serve che tutti usino l’IA: nelle scuole, nelle imprese, individualmente. Dobbiamo accelerare questa esperienza nell’uso di una tecnologia che condizionerà il nostro futuro». Solo pregi o anche insidie dall’IA? «I rischi sono moltissimi, ma rischia di più chi non ha dimestichezza con l’intelligenza artificiale. Chi la sa usare è già molto ricercato nel mercato del lavoro».

Einstein Telescope

Il grande osservatorio di onde gravitazionali come sogno che accomuna. Francesco Pigliaru non ha dubbi: «Speriamo che la scelta ricada sulla Sardegna. Una “botta positiva” come l’ET può senza dubbio coordinare molte spinte virtuose, a cominciare dall’accumulazione di capitale umano che è ancora insufficiente».

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