Taranto.

Bakari, l’ultimo sfregio è social 

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Taranto. La vicenda dell’omicidio di Bakari Sako si sposta sul terreno dei social, dove un video pubblicato su TikTok e rimosso dopo poche ore ha provocato indignazione e nuove verifiche investigative. Nel filmato, accompagnato da una colonna sonora, compaiono dietro le sbarre dell’istituto penale due dei quattro minorenni indagati (in concorso con due maggiorenni) per l’omicidio del 35enne bracciante maliano, aggredito all’alba del 9 maggio. Sulle immagini è impressa la frase “Quello che non ti uccide, ti fortifica”. Gli investigatori cercano di capire chi abbia registrato il video e come sia stato possibile introdurre uno smartphone nella struttura detentiva, dato che la pubblicazione sembrerebbe opera di un amico, anch'egli minorenne, rimasto all'esterno. Intanto tre dei quattro minori hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame per evitare la custodia cautelare in carcere.

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