Monserrato.

Indennità e gettoni di presenza: è scontro 

Corda (Riformatori): «Soldi da destinare alla città». Locci: «Sono vincolati» 

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Scontro aperto sull’adeguamento (10% in più) dei gettoni di presenza dei consiglieri e delle indennità di sindaco e assessori deliberato di recente a Monserrato. Ad accendere la miccia il capogruppo dei Riformatori Alberto Corda, che a fine 2025 aveva votato contro l’aumento delle indennità e ora torna all’attacco: «Ritengo moralmente inaccettabile blindare i costi della politica mentre Monserrato vive una crisi senza precedenti».

L’attacco

Secondo Corda, Monserrato sarebbe in condizioni di immobilismo tali da non rendere giustificabili i provvedimenti. «La città è in affanno: crisi del commercio, carenza di servizi, emergenza strade, scarsa progettualità, incertezze sulla sanità territoriale, mancato ascolto dei cittadini». Il consigliere entra poi negli aspetti normativi: «Sebbene la legge di bilancio 2022 e la legge regionale 3/2022 permettano l’adeguamento delle indennità, non si tratta di un obbligo, ma di una scelta politica discrezionale. La Regione mette a disposizione i fondi, ma molte amministrazioni hanno deciso di rinunciarvi o destinarli alle emergenze. Qui si è scelto di fare diversamente, ignorando la possibilità di dare un segnale di sobrietà e vicinanza a chi ha problemi e non riesce a pagare le tasse».

Il sindaco

Dura la replica del sindaco Tomaso Locci: «Sono accuse pretestuose, non si tratta di un aumento di stipendio ma di prendere quanto era già dovuto. Parliamo di indennità erogate dalla Regione che non incidono sul bilancio comunale. Per più di tre anni, dal 2022, siamo stati tra le pochissime città a scegliere di rinunciarvi, perché quando sono state date eravamo ancora a ridosso della situazione emergenziale. Per anni l’esecutivo ha quindi rinunciato a parte dello stipendio e lo stesso hanno fatto i consiglieri, che per i loro sacrifici meritano ora di percepire un contributo giusto. Quanti membri del partito del consigliere hanno rinunciato a questi soldi?». Sulla possibilità di destinare i fondi alle emergenze, il primo cittadino è categorico: «I contributi hanno un indirizzo specifico e vincolato, affermare che possano essere assegnati ad altro è una falsità. Per le politiche sociali stanziamo ogni anno quasi 10 milioni dal bilancio, abbiamo sempre aiutato le persone bisognose e durante la pandemia abbiamo sostenuto anche i commercianti».

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