C’è un palazzo, nel cuore di Nuoro, che da oltre un decennio osserva in silenzio la vita scorrere davanti ai suoi ingressi chiusi. Affacciato su piazza Italia, proprio davanti al Comune e alla Questura, è stato per anni uno dei presidi più autorevoli dello Stato. Da venerdì, invece, quell’edificio della Banca d’Italia è ufficialmente sul mercato, con una base d’asta fissata a 1,6 milioni di euro. Quando la sede chiuse nel 2012, non si trattò solo della fine di un servizio. Erano decine i dipendenti che ogni giorno animavano quegli uffici, rendendo l’edificio un luogo vivo, attraversato da relazioni e attività. La loro presenza rappresentava un punto fermo per la città, un segno concreto della presenza dello Stato. La chiusura fu l’inizio simbolico dell’arretramento delle istituzioni nel territorio, nella periferia.
Il Comune valuta
Oggi la Banca d’Italia in vendita apre uno scenario nuovo, ma complesso. Dal Comune, nessuno sapeva. Ma l’attenzione è subito alta, accompagnata da prudenza. L’assessore al patrimonio, Marco Canu, ha parlato di un’opportunità da valutare, chiarendo che un’eventuale acquisizione non potrebbe avvenire con fondi ordinari. Servirebbe un intervento straordinario e soprattutto il coinvolgimento della Regione, nella speranza che possa individuare strumenti e risorse per sostenere un’operazione di rilievo. «L’acquisto di un immobile di pregio come l’ex Banca d’Italia da parte dell’amministrazione comunale necessita di una lunga serie di valutazioni, non ultima quella sulla possibilità di reperire le risorse necessarie – precisa Canu –. Da parte nostra, siamo intenzionati a portare avanti queste valutazioni». Ma le valutazioni devono riguardare anche la destinazione, dare una nuova vita, una nuova opportunità a un immobile chiuso da 14 anni. Il tema, dunque, non è soltanto economico ma anche politico e istituzionale: capire se esiste una volontà condivisa di restituire funzione e valore a uno degli immobili più rappresentativi del centro.
Immobile da ripensare
L’edificio, realizzato negli anni Sessanta, ha quattro piani fuori terra, oltre a un seminterrato (dov’era situato il caveau) e a un sottotetto, per una superficie complessiva di circa 2.700 metri quadrati. In vendita a meno di 600 euro al metro quadro. Al suo interno, non solo le stanze adibite all’ex banca, ma anche appartamenti, locali deposito e ambienti destinati ad attività accessorie. Insomma una struttura a destinazione mista tra direzionale e residenziale. Un immobile importante, che da un lato rappresenta un valore, dall’altro implica interventi significativi per l’adeguamento e la riqualificazione. È proprio su questo equilibrio tra potenzialità e costi che si giocherà il futuro dell’immobile. La vendita dell’ex sede della Banca d’Italia non è solo una questione immobiliare. È una domanda aperta sul reale futuro di rilancio di Nuoro: trasformare il passato fatto di chiusure in nuovi spazi concreti di rilancio.
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