Cronaca

Una cavalla uccisa e decapitata a Siurgus Donigala 

Samuel Mascia: non riesco a immaginare chi possa aver compiuto un gesto simile 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un altro cavallo ammazzato e decapitato tra Trexenta e Sarcidano. Era già successo a Senorbì, dove erano stati massacrati tre anglo-arabi sardi. Poi era capitato anche a due animali al pascolo a Orroli. Ed è riaccaduto ieri notte a Siurgus Donigala. Unica differenza: stavolta gli è stata tagliata anche la lingua.

Il dolore

Messaggio in codice difficile da equivocare in certi ambienti? Sembra di no perché anche in questo caso, come era accaduto a Senorbì e a Orroli, il proprietario del cavallo è una persona al di sopra di ogni sospetto. Samuel Mascia, 32 anni, è un allevatore molto schivo, tutto casa e azienda, vive con la compagna Manuela Pilloni, 28 anni, e due figli in una abitazione nella strada principale del paese. «La cavalla, Tina, era del nostro bambino più piccolo – spiegano al telefono dopo una mattinata trascorsa nella caserma dei carabinieri per cercare di aiutare i militari nelle indagini – poche settimane fa un cliente voleva acquistarla, ci ha offerto cinquemila euro, è stato il bambino a dirci, per favore babbo e mamma, Tina è mia, non vendetela , e così abbiamo fatto. Questi vigliacchi se la sono presi con la cavalla, hanno fatto soffrire un bambino, è giusto che la gente lo sappia».

Il racconto

No, Samuel Mascia non ha idea di chi possa aver organizzato il più orribile dei blitz: «Ero andato a darle da mangiare alle 22,30. Da dieci giorni la tenevamo in un terreno incolto a seicento metri da casa nostra, in via Roma. Un amico ci aveva chiesto aiuto per liberare il pascolo dalle erbacce e risparmiare così sull’aratura. Quasi ogni giorno con i bambini andavamo a darle qualche carota: era diventata docilissima in poco tempo. Il mattino dopo l’ho trovata uccisa».

La rabbia

Un atto atroce legato al mondo dei cavalli? Manuela Pilloni riflette: «I fatti di Senorbì, Orroli e adesso della nostra Tina potrebbero essere legati da un filo unico, ispirati da gelosie e dispetti. Il mio compagno è bravissimo nel domare i cavalli, Tina era molto ribelle e per niente docile, in tanti avevano provato ad addestrarla e ad ammansirla senza riuscirci, lui l’ha trattata come una figlia e ha conquistato a sua fiducia. Si faceva montare anche dai nostri figli, ormai. Così la cavalla ha acquistato valore e potrebbe aver suscitato gelosie in certe persone che vivono di queste cose. Noi non abbiamo fatto mai del male a nessuno, chiunque poi avesse avuto qualcosa da ridire, poteva farlo di persona, da uomo, non uccidendo un animale indifeso da vigliacco».

Le indagini

Ieri mattina a Siurgus Donigala sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Dolianova, guidati dal capitano Luca Delle Vedove, che hanno ascoltato le parti offese ed effettuato i rilievi con l’aiuto di un veterinario.

Massimo riserbo sulle indagini. Probabilmente nei prossimi giorni verrà effettuato un colloquio con i colleghi dell’Arma che indagano per l’uccisione di due cavalli avvenuta a Orroli, mentre la stessa Compagnia di Senorbì sta seguendo l’inchiesta sui tre cavalli ammazzati nel podere di Arcangelo Deiana, 53 anni, titolare di una sala ricevimenti in pieno centro storico a Senorbì, avvenuta nel settembre scorso.

«Con Arcangelo siamo amici, è stato tra i primi a chiamarci per esprimerci la sua vicinanza», proseguono Samuel Mascia e Manuela Pilloni. Per l’allevatore di Siurgus Donigala anche un grave danno economico oltre al dispiacere di vedere la cavalla del suo bambino uccisa così.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi