Il caso.

Minetti, l’Interpol indaga sull’adozione e sullo “stile di vita” 

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Verifiche veloci e alla fonte, per stabilire se i presupposti per concedere la grazia a Nicole Minetti siano concreti e fondati, o se invece si debba ribaltare il parere positivo. La Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, preme sull’acceleratore con una serie di verifiche all'estero. Sotto la lente dell’Interpol, delegata dal sostituto pg Gaetano Brusa, ci sono alcuni punti che hanno indotto Sergio Mattarella a firmare l’atto di clemenza per l’ex consigliera regionale lombarda ritenendo prevalenti le ragioni di “umanità” e su cui da qualche giorno si sono addensate nubi. Gli approfondimenti riguardano innanzitutto la veridicità della sentenza di adozione del bimbo malato e abbandonato in un istituto dai genitori biologici, emessa dal giudice di Maldonado nel febbraio 2023, recepita dal Tribunale per i minorenni di Venezia e prodotta in atti dagli avvocati. Poi c’è da controllare di nuovo il certificato penale della 41enne, passata alla ribalta delle cronache per le serate ad Arcore: si vuole appurare che non abbia procedimenti aperti in Uruguay, dove con il compagno Giuseppe Cipriani ha vissuto per lungo tempo, o in Spagna, dato che a Ibiza ha trascorso un certo periodo di tempo come Dj. Ma la questione cruciale è se davvero abbia preso una «radicale distanza dal passato» con una «seria e concreta volontà di riscatto sociale», parole usate dal pg Brusa nelle sue osservazioni, non vincolanti, trasmesse a via Arenula da dove sono state traghettate al Quirinale, senza per altro che qualcuno sollevasse rilievi. Se dagli accertamenti risultasse un quadro che riporta alla vita precedente di Minetti - condannata definitivamente a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e un mese per la Rimborsopoli lombarda - la Procura generale potrebbe rivedere il parere del 9 gennaio. I legali di Nicole Minetti hanno trasmesso alla Procura Generale di Milano l’intera documentazione giudiziaria e amministrativa, «al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia». Sono stati inoltre indicati «tutti i consulti eseguiti in Italia ed all’estero con deposito della documentazione sanitaria delle visite». Se dei controlli sul bimbo al San Raffaele e a Padova non ci sarebbe traccia nei database, per i legali è perché non si sarebbe stato seguito l’iter ufficiale ma ci si sarebbe rivolti direttamente ai professionisti di fiducia. Intanto fonti dell’Inau, l’istituto per l’infanzia uruguayano, spiegano che è irregolare che il bimbo sia stato dato in affidamento a Minetti nonostante i suoi precedenti penali.

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