Il delitto

Due fratelli di Pirri sotto accusa 

Sono tre gli indagati per il caso Mocci, ucciso la scorsa settimana a Monserrato 

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Pende su tutti e tre gli indagati l’accusa di omicidio per il delitto di Leonardo Mocci. Non solo i due fratelli di Pirri, ma anche il giovane di Quartu, inizialmente indagato solamente per favoreggiamento. A una settimana dalla morte del muratore 23enne di Villacidro, freddato con un colpo di pistola la notte tra il 22 e il 23 aprile a Monserrato, la svolta delle indagini sembra essere sempre più vicina. Nei giorni scorsi sarebbero già stati tutti sentiti in Procura, dalla pm Diana Lecca, titolare del fascicolo con il collega Enrico Lussu. Il ragazzo di Quartu, su cui è cambiato il capo di imputazione, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo le ipotesi degli investigatori, sarebbe stato lui a organizzare la trappola che avrebbe attirato in piazza Settimio Severo Leonardo Mocci e un suo amico di Serramanna.

La trappola

Secondo quanto ricostruito, il muratore – conosciuto a Villacidro per essere un grande lavoratore e un grande sportivo, compresa un’esperienza da pugile dilettante – avrebbe accompagnato l’altro giovane, forse intimorito nel dover andare a quell’appuntamento da solo. Nei parcheggi tra le cinque palazzine color mattone di Monserrato si sarebbe dovuto chiudere un affare importante legato alla droga: si parla di una grossa partita di hascisc in vendita a un prezzo vantaggioso. Ad attendere però i due ragazzi ci sarebbe stata una vera e propria banda di rapinatori, che già in passato avrebbero compiuto colpi simili. La modalità sarebbe stata sempre la stessa o quasi: attirare giovani interessati ad acquistare importanti quantità di sostanze stupefacenti per poi aggredirli e portare via il denaro. Contavano soprattutto sul fatto che le vittime non potessero denunciare l’accaduto. Nessuna delle precedenti rapine però sarebbe finita nel sangue, come invece è accaduto una settimana fa in piazza Settimio Severo, quando Mocci sarebbe intervenuto per difendere l’amico aggredito finendo però per essere sparato al petto.

La pistola

A uccidere il muratore di Villacidro è stato un unico colpo fatto partire da una distanza di meno di due metri da una pistola di grosso calibro, probabilmente una calibro 9, anche se l’arma del delitto non è stata ancora ritrovata. I carabinieri del Nucleo investigativo proseguono le proprie indagini nel massimo riserbo. I militari hanno sequestrato anche i cellulari delle persone ritenute informate sui fatti, mentre il Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma si è occupato della prova dello stub (il guanto di paraffina per cercare tracce di polvere da sparo) su dodici persone che si sarebbero trovate in piazza Settimio Severo nel momento del delitto. Nei sette giorni successivi al delitto sono stati sentiti tutti i testimoni possibili, compreso l’amico di Serramanna di Leonardo Mocci, aggredito dai rapinatori incappucciati e poi fuggito a bordo della Fiat Panda del muratore di Villacidro. Tra di loro ci sono sicuramente quelli che al momento sono i tre indagati per omicidio: i due fratelli di Pirri e un ragazzo di Quartu. Le bocche restano cucite, ma le prossime ore potrebbero essere quelle decisive per chiudere definitivamente il cerchio.

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