Villacidro.

«Leonardo non c’entrava nulla» 

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La sofferenza, l’angoscia e l’attesa. Una settimana dopo il tragico omicidio di Leonardo Mocci, i familiari aspettano la svolta delle indagini. Il dolore per la perdita del ragazzo di 23 anni, ricordato da tutta Villacidro come un grande lavoratore e un grande sportivo, è ancora forte. Ma il grande affetto di tutta la comunità lo si è visto anche nel giorno dei suoi funerali, celebrati lunedì scorso nella chiesa di Santa Barbara, quando era stato anche indetto il lutto cittadino.

E mentre la vicenda si arricchisce ogni giorno di nuovi dettagli, i parenti ribadiscono con forza che Leonardo con il presunto acquisto della partita di hascisc – rivelatasi essere invece un’esca per una rapina finita nel sangue in piazza Settimio Severo a Monserrato – non c’entrava nulla.

«La famiglia lo esclude categoricamente», aveva detto Fabio Basile, l’avvocato a cui si è affidata la famiglia del 23enne per seguire da vicino l’andamento delle indagini. «Il ragazzo non era coinvolto in attività illecite, era assolutamente estraneo agli ambienti in cui si delinque e non ha mai avuto problemi con la giustizia». Secondo il legale, Mocci era andato a Monserrato «solamente per accompagnare un amico in difficoltà e intimorito, che probabilmente non gli aveva nemmeno specificato il vero problema ma gli aveva evidentemente chiesto aiuto».

Il ricordo

Con le indagini vicine a una svolta, la famiglia continua ad aspettare «che giustizia venga fatta». Lo aveva dichiarato sempre l’avvocato Basile, spiegando come i familiari «non si daranno pace finché non sarà chiarito l’accaduto e finché non saranno puniti i responsabili della sua morte».

Tutta Villacidro continua a ricordarlo con affetto, dai parenti agli amici. «Era un ragazzo pieno di vita, un campione nel mondo dello sport, che purtroppo si è trovato nel posto sbagliato», aveva raccontato il padre Mondo Mocci, «Leonardo aveva tanti amici ed era benvoluto da tutti. Non meritava questa fine. Vogliamo che chi ha commesso questo omicidio paghi».

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