Il colloquio

Il Papa chiama Putin: «Tregua per gli aiuti» 

Lo zar apre e assicura sostegno. Trump contro Zelensky: responsabile del caro carburante 

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Roma. Il Papa è già tornato nel pieno del lavoro. Le sue condizioni migliorano, anche se è ancora un paziente in fase post-operatoria. Ma ha ripreso in mano completamente tutti i dossier politici. Dal Gemelli, dove è ricoverato, ieri ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin al quale ha chiesto una tregua per la cittadina di Oleshky sotto assedio, incassando l'apertura del presidente russo. A fine mattina, alle 12, ha persino celebrato la messa nella sala allestita al 10° piano del Policlinico. «Nelll’ omelia ha ringraziato il personale per il lavoro che svolge ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui», ha riferito la sala stampa vaticana. Nel frattempo, sempre sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina, il presidente Usa Donald Trump ha incrinato ulteriormente i rapporti con il leader di Kiev Zelensky: «È più difficile di Putin e il caro energia è colpa sua», ha dichiarato The Donald, «con gli attacchi alle raffinerie, Zelensky aumenta i prezzi dell'energia, è uno scandalo. Ci sono molti altri obiettivi che si possono colpire».

Portavoce silurata

Trump che, intanto, a soli 5 giorni giorni dal suo debutto dal palco della sala stampa della Casa Bianca, ha silurato la nuova portavoce Katie Zacharia che, nel corso del suo primo briefing, non aveva brillato. Ma il colpo definitivo è arrivato quando è emerso che non aveva superato l'esame per diventare avvocato, pur presentandosi come tale.

La telefonata

Tornando a Leone e Putin, i due si erano già sentiti a giugno dello scorso anno, il Papa ha più volte offerto la Santa Sede per eventuali negoziati e recentemente ha inviato a Mosca due suoi alti collaboratori. Durante il colloquio, il Papa ha espresso tutta la sua «viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». Il Santo Padre ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace. E dal Cremlino è arrivata una mano tesa: Putin ha fornito a Papa Leone «spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria» creatasi nella città di Oleshky evocata dal pontefice. Ma ha comunque assicurato sostegno per «l'intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali». Parole dove in controluce, secondo chi da tempo segue il dossier, si può leggere che potrebbe essere lo stesso Vaticano a mettere in campo, o comunque a sostenere, il ponte umanitario.

Retroscena

A spiegare la dinamica della telefonata di oggi è stato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin: «È stato il Santo Padre che ha preso l'iniziativa per perorare la causa di questa città assediata nella quale si trovano circa duemila civili che hanno bisogno di canali per l'uscita, di canali umanitari. Il Papa credo abbia chiesto che ci sia una tregua per permettere sia l'arrivo di aiuti umanitari, soprattutto cibo, sia anche l'evacuazione di coloro che devono uscire dalla città». Si è aperta dunque una finestra di dialogo, se pur su un punto specifico, che potrebbe portare a dei passi in avanti. Questo era d'altronde trapelato dopo le recenti missioni a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, il ministro degli esteri vaticano, e il cardinale Matteo Zuppi, che tanto si è impegnato sulle questioni umanitarie, dallo scambio di prigionieri al ritorno a casa dei bambini ucraini che erano stati portati in territorio russo. Un pressing, quello della diplomazia vaticana, che vuole arrivare a tutti i costi ad un risultato concreto nel conflitto.

Le prime immagini

Nel frattempo il Vaticano ha diffuso le prime foto di Leone XIV dopo l'intervento, dove appare in forma, confermando che il decorso post-operatorio procede bene e che il Papa, tra una fisioterapia e l'altra, lavora. Confermato anche l'Angelus di domani, verosimilmente dal policlinico Gemelli. Ma resta anche aperta l'ipotesi di una dimissione dall'ospedale anticipata a oggi e in quel caso Leone parlerà a Piazza San Pietro, come la scorsa domenica quando ha annunciato al mondo il suo problema di salute.

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