L’ex manager di Meridiana e Geasar: monopoli dannosi, la regia non deve essere privata

Scalo di Olbia, l’eldorado di F2i: 141 milioni di dividendi dal 2021 

Opposta la gestione pubblica di Cagliari: quasi tutti gli utili nelle riserve 

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Gestioni degli aeroporti a confronto. La pubblica e la privata. L’una che fa la formica, l’altra che insegue il profitto. L’una che usa gli utili di esercizio per rimpinguare la riserva straordinaria dell’azienda autofinanziando gli investimenti futuri; l’altra che trasforma i guadagni in dividendi per remunerare i soci. L’una accumula ricchezza per la crescita della stessa società; l’altra trasferisce la ricchezza ai co-finanziatori.

Il quadro

Tutto scritto nei bilanci di Sogaer e Geasar, le società di gestione a Cagliari e a Olbia. Lo scalo del capoluogo è controllato per il 94,45% dalla Camera di commercio (Cciaa), un ente pubblico economico; quello gallurese, invece, è in mano al fondo F2i che, attraverso la holding F2i Ligantia, nel 2021 ha comprato il 79,79% dalla Alisarda spa del principe Karim Aga Khan. Due strategie che il centrosinistra regionale, dal 2023, vuole mettere sotto lo stesso ombrello, includendo Alghero, per consegnare il diritto dei sardi alla mobilità a una società unica a trazione F2i. La Corte dei conti ha aperto un’indagine: ci sono «aspetti poco chiari», ha detto a luglio la procuratrice generale Valeria Motzo sulla cessione dello scalo di Cagliari, a cui la Regione intende partecipare con 30 milioni di euro per arrivare al 9,25 (la Cciaa avrebbe il 40,5, F2i e co-investitori il 50,25). Gianni Rossi, manager di lungo corso nei trasporti, Ad di Meridiana quando la compagnia aveva 2.500 dipendenti e fatturava 700 milioni, è stato anche vicepresidente di Geasar. «Il Principe – dice Rossi – realizzò l’aeroporto per far arrivare i turisti. Sarebbe un peccato scoprire che oggi la società serve soprattutto a portare fuori i soldi».

I macro numeri

L’analisi tra le due gestioni riguarda lo stesso intervallo temporale, dal 2021 al 2025. Sogaer ha distribuito 9,9 milioni di dividendi, Geasar 117,8 milioni, che diventano 141,6 l’anno. Sogaer ha chiuso il 2021 con un utile netto di 4,1 milioni e, dopo aver ottemperato all’obbligo di legge del 5% a copertura della riserva ordinaria, ne ha messo 3,9 su quella straordinaria. Geasar ha girato ai soci tutto l’utile dell’esercizio, pari a 8,3 milioni, più 1,7 di riserve: fanno 10 milioni in tutto. Nel 2022, per Sogaer 15,3 milioni di guadagni, destinati ancora alle riserve (5% la ordinaria, 95% la straordinaria); Geasar ha chiuso l’anno con 26,8 milioni di profitto, di cui 26,4 andati in dividendi. Nel 2023, Sogaer ha guadagnato 13,2 milioni, dandone 4,9 ai soci e 7,6 alla riserva. Per Geasar 22,2 milioni di utili e 38 di dividendi, di cui 20 ordinari e 18 straordinari. Il 2024: 10,5 milioni di utili per Sogaer, di cui 5 ai soci e il resto a riserva; per Geasar 24,5 milioni di guadagni e 43,4 milioni di dividendi, di cui 24,5 ordinari e 18,9 straordinari. Il 2025: per Sogaer 7 milioni di utili, andati nelle riserve; per Geasar 23,8 milioni, diventati tutti dividendi.

La lettura

«In Italia – spiega Rossi – la gestione degli aeroporti è cambiata dal 2014, quando l’Autorità di regolazione dei trasporti ha adottato un nuovo modello tariffario e il Parlamento, tre mesi dopo, ha cancellato l’obbligo di destinare almeno la metà dei guadagni “no aviation”, ovvero negozi e parcheggi, all’abbassamento di tasse e tariffe». Da allora l’impennata ulteriore delle privatizzazioni, viste le posizioni di rendita favorite dal nuovo quadro normativo. Il risultato è stato «la creazione di monopoli territoriali su strutture pubbliche: le concessioni aeroportuali attribuiscono al gestore un diritto esclusivo, ciò che imporrebbe di regolare le tariffe per i passeggeri». Rossi, diventato anche docente di Economia del trasporto aereo all’Università di Messina, sottolinea: «Agli scali del nostro Paese andrebbe applicata la regolazione inglese, quella single till dove i guadagni abbassano per intero le tariffe. Bisognerebbe guardare anche al modello americano in cui la parte pubblica mantiene la responsabilità strategica degli aeroporti, la loro sicurezza e la determinazione delle tariffe». Sul business di F2i a Olbia, Rossi dice: «Dei 117,8 milioni di dividendi già pagati, 94 sono andati alla holding F2i Ligantia che dal 2022 al 2025 ha versato 26 milioni di interessi e ne ha girati 66 ai soci». Sul ruolo della Regione nella gestione unica, il manager osserva: «Sarebbe l’unica a mettere soldi e quei 30 milioni per arrivare al 9,25% andrebbero ai soci privati. I 38 milioni di cassa di Sogaer entrerebbero nella holding controllata per il 50,25 dagli stessi privati». Rossi chiude sulle differenze gestionali tra Cagliari e Olbia: «In Sogaer lasciano quasi tutti i soldi dentro l’azienda; invece F2i e i suoi co-investitori hanno portato fuori 48 milioni negli ultimi due anni, alimentati dai dividendi di Geasar».

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