Nel Sulcis l’emergenza sbarchi è ormai senza sosta: il bel tempo ha favorito le partenze e nella tarda serata di ieri si contavano 260 arrivi nelle ultime 48 ore con la certezza che il numero fosse ancora molto provvisorio.
L’allarme
Che il weekend si sarebbe aperto con la piena emergenza si è già capito giovedì dopo gli oltre 60 migranti arrivati su più barchini intercettati a sud delle coste dell’isola dalla sezione operativa della Guardia di finanza e dalla motovedetta finlandese in assetto Frontex. Giovedì i migranti sono stati trasportati al porto commerciale di Sant’Antioco, per essere poi trasferiti al Cas di Monastir. Ieri il film si è ripetuto: diversi barchini con decine e decine di persone a bordo sono stati intercettati e scortati fino a Sant’Antioco. Nella serata altri ventuno migranti a bordo di due barchini sono sbarcati tra la spiaggia di Is Arenas Biancas nel Comune di Teulada e quella di Porto Pino (Comune di Sant’Anna Arresi). Alle 19.30, mentre a circa a 20 miglia a sud di Capo Teulada la motovedetta G129 partita da Cagliari e la motovedetta Rumena di Frontex erano in mare per altri barchini intercettati al largo, la guardiacoste G130 della Guardia di finanza ha portato a Sant’Antioco altri 21 migranti intercettati a circa 15 miglia a sud di Capo Sperone. Ad attenderli al porto anche gli agenti di Frontex e del Commissariato di polizia di Carbonia, che dopo le operazioni di routine allo sbarco hanno scortato il trasferimento al centro di prima accoglienza di Monastir.
I sindaci
Grande la preoccupazione dei sindaci dei Comuni interessati agli sbarchi come Angelo Milia, primo cittadino di Teulada, dove, verso le 19, altri 13 migranti sono sbarcati a Porto Budello: «Purtroppo i numeri sono altissimi, – dice – bisogna trovare soluzioni, visto le problematiche che si stanno registrando anche nei centri di accoglienza». Molto preoccupato anche Paolo Dessi, sindaco di Sant’Anna Arresi, che ieri ha seguito tramite la Polizia locale lo sbarco di Porto Pino: «Servono interventi più efficaci. – dice – In estate la presenza di turisti facilitava la segnalazione degli sbarchi, oggi è più difficile intercettare tempestivamente gli arrivi. Occorre un coordinamento maggiore e personale formato che intervenga subito a terra, a tutela degli operatori e della sicurezza dei cittadini. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di grave».
Il sindacato
Gli sbarchi stanno mettendo a dura prova anche il personale dell’ufficio Immigrazione e della Scientifica, come si legge in una nota del Segretario provinciale generale del Siap Mauro Aresu: «Con il continuo afflusso migratorio il personale è costretto a turni massacranti a causa dei deficit d’organico, con centinaia di ore di straordinario pro capite non pagate regolarmente ma rinviate ai prossimi anni. – denuncia – Vi è un rischio concreto per la salute degli operatori che, al momento, purtroppo, appaiono senza tutela, ma non si può continuare così. Politica, Prefettura e Questura devono pretendere immediati rinforzi». Il Siap sottolinea che «il personale non deve pagare sulla propria pelle disfunzioni e deficit organizzativi emersi non appena entrata in vigore la nuova normativa sui fermi di identificazione per i migranti e la conseguente apertura dell’hotspot di Monastir che, peraltro, strutturalmente appare totalmente inadeguato a contenere l’emergenza in atto. Insufficienti appaiono anche le forze destinate alla vigilanza della struttura, peraltro prelevate giocoforza dagli scarni organici dei vari uffici della Questura».
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