Sardara.

Il paese ora ha paura: «Ridateci la caserma» 

Dopo il blitz all’armeria si moltiplicano gli appelli per riaprire il presidio dei carabinieri 

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Il filo che unisce il blitz all’armeria alla mancanza di una caserma dei carabinieri in Sardara è sempre più corto. Dopo il rocambolesco furto di armi il paese rivuole infatti il presidio dei militari, chiuso da un anno e mezzo, in attesa di essere ristrutturato. In questo scenario i titolari dell’armeria, i cittadini e le istituzioni chiedono a gran voce un’accelerata sull’iter per il ripristino della struttura, garantire il controllo e prevenire ulteriori azioni criminosi.

Tensione crescente

Il raid di via Ariosto si è lasciato dietro paura e timore che fatti simili riaccadano. Per le strade, nelle piazze e nei negozi non si parla d’altro. Sarà anche perché è ancora vivo il ricordo della rapina a mano armata in una tabacchiera di via Oristano. Un individuo incappucciato, è comparso davanti alla titolare e, mentre brandiva un’arma da taglio, ha urlato “dammi i soldi” e con la refurtiva in mano si è dileguato per le vie del paese. Inevitabile che un episodio più grave, a distanza di pochi mesi, abbia generato un profondo senso di insicurezza e allarme sociale.

A peggiorare la situazione è l’assenza delle telecamere in ben sette accessi al centro abitato. «Entrare ed uscire da Sardara», dicono gli anziani seduti sulle panchine di piazza Municipio, «senza farsi notare è un gioco da ragazzi. Solo dall’ex 131 ci sono ben cinque ingressi. La nuova Carlo Felice è a due passi». Incalza la minoranza, pronta a ripresentare l’ennesima interrogazione per la riapertura della caserma di via Umberto. «Solleciteremo», informa il capogruppo, Ercole Melis, «un piano che sorvegli i punti più critici, è urgente anche che si controllino le telecamere all’esterno degli edifici. Sono funzionanti? La misura più urgente è la caserma». Riferimento al trasferimento dei militari dopo la chiusura ad aprile del 2025, per un anno il precedente maresciallo ha continuato ad abitare nell’alloggio fino alla nomina alla guida della caserma di San Gavino.

I messaggi

Il sindaco Giorgio Zucca, ha scritto una lettera, condivisa dal collega di Collinas, Francesco Sanna, (l’Arma svolge il servizio nei due comuni) al Comando regionale e provinciale dei carabinieri e all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonio Piu. «La caserma», dice Zucca, «è un presidio fondamentale per il contrasto alla criminalità, il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. In questa prospettiva c’è l’urgenza di avviare il cantiere. Dalla Regione abbiamo colto l’impegno per un finanziamento di 350mila euro».

Sindacati

Il segretario regionale dell’Usic, Salvatore Floris, dichiara: «È necessario riaprire la caserma. La sicurezza è un diritto, la presenza dello Stato è una garanzia per tutti. Sardara non deve essere lasciata sola, merita un presidio dei carabinieri sul posto, essenziale per la comunità e per la tutela della legalità. Seguiremo l’iter fino all’arrivo, speriamo nel più breve tempo possibile, a una soluzione concreta».

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