Aerei

La scure di Ryanair: taglio pesante ai voli nella stagione invernale 

La compagnia ridimensiona la sua presenza negli scali di Olbia (-50%) e Alghero (-15%) 

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«Bad news». Jason McGuinness, chief commercial officer di Ryanair, nella conferenza stampa a Cagliari, non porta buone notizie. L’azzeramento invernale dell’addizionale municipale non basta a mettere al riparo i collegamenti da e per gli scali di Alghero e OIbia. Ryanair ha annunciato una riduzione del 15 per cento dell’offerta nell’aeroporto della città catalana e addirittura del 50 per cento al Costa Smeralda, dove viene cancellata una rotta, quella per Bologna. Cagliari, invece, cresce: arriva Forlì e aumentano le frequenze per Milano Malpensa e Venezia. Per la Regione si apre un problema che va oltre il confronto con la compagnia low cost: l’intervento per sostenere il traffico nei mesi più difficili non impedisce il ridimensionamento nei due aeroporti maggiormente esposti alla stagionalità. Su questa contraddizione il vettore, senza mezzi termini, costruisce il nuovo affondo contro la Giunta guidata da Alessandra Todde. La sospensione dell’imposta nella stagione invernale viene accolta favorevolmente, ma giudicata tardiva e insufficiente. Cambia lo scenario con inevitabili ripercussioni sull’intero sistema della continuità territoriale e sui cittadini che vedono allontanarsi molte destinazioni per mancanza di opportunità nell’arco della giornata.

«Troppo tardi»

Secondo Ryanair, la decisione è arrivata quando la programmazione era ormai definita. Lo dice McGuiness e lo stesso concetto viene ribadito, durante l’incontro con i giornalisti, da Ray Kelliher, director of airports and commercial finance. «La misura è arrivata troppo tardi per incidere sull’operativo dell’inverno 2026», sostiene McGuinness che richiama la «cronica stagionalità» di Alghero e Olbia e chiede la cancellazione dell’addizionale per tutto l’anno. Per Ryanair, limitare il beneficio all’inverno non offre condizioni sufficientemente competitive per programmare un’espansione stabile. La compagnia porta a sostegno della sua posizione il confronto con Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia-Romagna. Il modello indicato è Trapani-Marsala, dove «con l’abolizione dell’imposta si sono create le condizioni favorevoli per la crescita del trasporto aereo».

L’attacco

L’affondo riguarda anche la continuità territoriale. Su questo fronte giunge un attacco molto pesante indirizzato alla Giunta regionale. McGuinness definisce «fallimentare» il sistema degli oneri di servizio pubblico e contesta una spesa che Ryanair quantifica in quasi 50 milioni di euro all’anno. Il giudizio riaccende il confronto sui risultati ottenuti con le risorse pubbliche e sulla necessità di affiancare ai collegamenti tutelati un sistema di rotte in grado di venire incontro alle aspettative dei viaggiatori. Sul tavolo il vettore rimette una proposta subordinata all’abolizione dell’addizionale nell’arco dei dodici mesi: due milioni di passeggeri aggiuntivi annui, quattro aerei in più, per un investimento dichiarato di 400 milioni di dollari, una nuova base nel Nord Sardegna e oltre 900 nuovi posti di lavoro nell’arco di cinque anni.

La distanza

Il punto politico resta la distanza fra l’effetto atteso dall’intervento regionale e i programmi di Ryanair che tutela i suoi interessi commerciali e usa i tagli per aumentare la pressione sulla Regione. Per il Nord Sardegna, con meno voli, sarà comunque un rigido inverno. Bad news anche da Bruxelles. L’amministratore delegato del gruppo irlandese, Michael O’Leary, ha annunciato per il prossimo anno aumenti record dei biglietti delle compagnie aeree, fino al 20%.

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