Dopo lo strappo sui commissariamenti delle Asl, tra Pd e M5S rischia di consumarsi anche quello sulle presidenze delle commissioni permanenti. Per regolamento interno del Consiglio regionale, a ogni metà legislatura i parlamentini vanno incontro a un rinnovo. Solitamente, alcuni consiglieri chiedono di occuparsi di una materia piuttosto che di un’altra, quindi di cambiare organismo. Non di rado sono messe in discussione le stesse presidenze. Quando succede, le forze politiche di maggioranza devono trattare, arrivare a una sintesi per evitare le sorprese del voto segreto, considerato che il rinnovo delle sei commissioni prevede la rielezione di tutti e sei i presidenti. Nel caso specifico ci sono alcune presidenze che ballano, infatti nel Campo largo le interlocuzioni vanno avanti da settimane per arrivare a un punto di caduta difficilissimo da trovare.
La formazione
Le cose stanno così: oggi quattro parlamentini (Autonomia, Istruzione, Attività produttive e Sanità) sono guidati dal Pd, due (Bilancio e Urbanistica) dal M5S. Ora, però, chiedono una casella anche Avs e Orizzonte Comune. Entrambi possono contare su un gruppo di quattro consiglieri regionali. E, insomma, hanno tutte le carte in regola per ambire alla presidenza di una commissione. Nessuno ha nulla in contrario. Ma mentre il Pd è disposto a rinunciare a qualcosa per fare spazio a uno dei due partiti, il Movimento non intende fare alcun passo di lato. I dem possono accettare di passare da quattro a tre presidenze. In questo modo, per consentire ad Avs e Orizzonte di entrare in squadra, il M5S dovrebbe perdere una commissione. Il ragionamento fila, ha una certa logica. Ma evidentemente non per i pentastellati che insistono per restare al Bilancio e all’Urbanistica, quindi alla guida della terza e quarta commissione. Soprattutto della terza: da tutte le indiscrezioni filtrate in questi giorni è sempre sembrata a rischio la presidenza del segretario regionale del Movimento, Alessandro Solinas, non quella di Roberto Li Gioi.
Il nodo
Il punto è proprio questo: Solinas non ha alcuna intenzione di rinunciare a presiedere la commissione Bilancio. È la ragione per cui, tra Pd e M5S, va avanti da giorni un durissimo braccio di ferro che, di fatto, sta anche frenando i lavori delle commissioni. All’ultima conferenza plenaria dei capigruppo, il centrodestra ha fatto notare che proprio in terza commissione (quella guidata da Solinas) staziona da una settimana circa il bilancio consolidato, un documento da approvare necessariamente entro il 31 ottobre. Considerando che l’opposizione potrebbe chiedere i dieci giorni come da regolamento, alla fine la scadenza potrebbe non essere rispettata.
I rischi
Ieri la maggioranza si è riunita di nuovo senza fare però alcun progresso verso una soluzione. Una nuova conferenza dei capigruppo (anche di opposizione) è stata convocata dal presidente Piero Comandini per martedì prossimo. A quel punto, però, l’insediamento delle commissioni non sarà più rinviabile. E se l’accordo non sarà stato trovato, dalle votazioni per il rinnovo dei parlamentini potrebbero arrivare sorprese non necessariamente piacevoli. Resta ancora tutta una settimana di trattative.
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