Autunno in Barbagia.

Il futuro delle Cortes scommette sull’artigianato  

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Non solo il numero dei visitatori, ma quali ricadute hanno i territori quando si chiude la tappa di Autunno in Barbagia. È la domanda che apre una nuova fase nella rassegna che in questi giorni approda a Oliena, dove tutto è iniziato trent’anni fa. Stavolta 58 Cortes sono la grande vetrina delle tradizioni più care al paese che, con gli organizzatori e gli altri Comuni del circuito, si interroga sul futuro col convegno a Su Gologone. Spiega il sindaco Bastiano Congiu: «Identità e autenticità non sono in contrapposizione con l’innovazione, così come la tradizione non è in contrasto con lo sviluppo e con le nuove tecnologie. Dobbiamo guardare ai giovani, all’artigianato, alla mobilità, all’accessibilità e al recupero dei centri storici». Pone la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese e di fare massa critica tra i Comuni, auspicando che l’incontro di Oliena apra una nuova stagione di confronto.

Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale, spiega: «Se nel 2001 il problema era far sapere che i paesi esistevano, oggi mezzo milione di persone lo sanno. La domanda del 2026 è: quante di loro tornano in un giorno feriale e quanto di quel denaro resta il lunedì mattina?». Da qui il concetto di “economia del visitatore”: andare oltre i tradizionali indicatori turistici per comprendere ciò che lascia sul territorio anche chi arriva, trascorre una giornata e riparte senza pernottare. Nel quadrimestre settembre-dicembre 2025, nei 26 Comuni del circuito per i quali sono disponibili i dati sono state registrate 172.485 presenze turistiche, intese come pernottamenti: 160.164 si concentrano tra Dorgali, Nuoro e Oliena; nei restanti 23 Comuni considerati sono 12.321. Le circa 500 mila visite complessive attribuite all’edizione rappresentano invece una stima degli organizzatori e misurano una grandezza differente, che non può essere sovrapposta ai pernottamenti. «La certificazione di numeri, andamenti, aspettative ed esigenze dei visitatori va fatta, altrimenti stiamo tirando a indovinare. La Camera di commercio si farà carico di questo percorso di analisi», dice il presidente Agostino Cicalò.

Sottolinea Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti e presidente della Provincia di Nuoro: «La vera crisi oggi è che cosa proporre. Abbiamo una difficoltà crescente sul fronte dei produttori, non soltanto dell’artigianato ma anche dell’agroalimentare». Da qui una proposta concreta: mettere insieme Camera di commercio, Provincia, Regione e Comuni per provare ogni anno, in ciascun paese, ad accompagnare almeno un operatore nel passaggio dalla dimensione hobbistica a quella di artigiano o produttore.

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