La protesta.

I conti non tornano, agricoltori in crisi 

Costi di produzione alti e fuga dalle campagne: manifestazione a Roma  

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L’Isola ha portato a Roma la voce dei suoi agricoltori e allevatori. Una delegazione di Cia Sardegna, guidata dal presidente regionale Michele Orecchioni, e dal direttore Alessandro Vacca, ha partecipato martedì alla manifestazione davanti a Montecitorio, nell’ambito della mobilitazione nazionale “I conti non tornano”, promossa per denunciare gli squilibri della filiera agroalimentare, l’aumento dei costi produttivi e le difficoltà che gravano sulle aree rurali, con evidenti ripercussioni negative anche sui consumatori.

Le problematiche
I rappresentanti dell’organizzazione hanno incontrato alcuni parlamentari sardi, ai quali hanno illustrato le problematiche più urgenti del settore, con particolare riferimento alla realtà dell’Isola. Il confronto ha permesso di richiamare l’attenzione sulle specificità di un sistema produttivo penalizzato dall’insularità, dai maggiori costi di trasporto e approvvigionamento, dalla fragilità delle aree interne e dalla progressiva perdita di redditività delle aziende.
Tra i temi figurano la sproporzione fra i prezzi dei prodotti pagati dai consumatori allo scaffale e i prezzi riconosciuti ai produttori, spesso insufficienti a coprire le spese, l’incremento dei costi per carburanti, fertilizzanti, energia e servizi. La delegazione ha inoltre posto l’accento sulle difficoltà dei cerealicoltori sardi, sulla necessità di tutelare il reddito degli allevatori e sul divario crescente tra quanto viene pagato nei campi e nelle stalle e il prezzo finale sostenuto dai consumatori.

Le aree interne
Un’attenzione specifica è stata riservata alle aree interne, dove la crisi dell’agricoltura rischia di accelerare l’abbandono delle campagne e lo spopolamento. La riduzione delle attività agricole – è stato sottolineato – non produce soltanto conseguenze economiche: indebolisce il presidio del territorio, aggrava il rischio di dissesto e impoverisce il tessuto sociale dei piccoli comuni.
Ai parlamentari, Cia Sardegna ha rappresentato l’urgenza di interventi per riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera, contrastare le pratiche sleali e ridurre i costi di produzione. Tra le priorità, rientrano anche la difesa delle risorse della Politica agricola comune, la reciprocità delle regole negli scambi internazionali, il sostegno alla filiera corta e ai prodotti italiani e una strategia più incisiva per acqua, suolo, fauna selvatica e servizi nelle zone rurali.

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