Si preannuncia una seduta consiliare ad alta tensione lunedì ad Assemini. All’ordine del giorno figura come unico punto l’approvazione del Rendiconto della gestione 2025 ma la minoranza è pronta a trasformare la riunione in un momento di aperto scontro politico: l’intenzione è tracciare un bilancio severo dei primi tre anni di mandato dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Puddu, accusata di immobilismo e di totale assenza di programmazione strategica.
Risorse e decoro
Ad aprire il fronte delle contestazioni è la consigliera Niside Muscas: «Dall’esame del rendiconto emerge una distribuzione delle risorse che non rispecchia le priorità di Assemini. A fronte di tributi pagati dalla quasi totalità dei cittadini, vorrei una ricaduta più generale e visibile in termini di servizi e qualità della vita». Muscas evidenzia i problemi della rete stradale e invoca una Giunta capace di rispettare le scadenze e valorizzare la vocazione turistica e culturale del territorio.
Sul decoro urbano interviene Sabrina Stara, che si focalizza sul centro storico: «Il cuore di Assemini ha bisogno di un intervento urgente. Abbiamo una pavimentazione fortemente deteriorata e pericolosa. Dobbiamo restituire a questo quartiere dignità e vivacità affinché torni a essere un luogo vissuto e un’opportunità per botteghe artigianali e attività legate alla ceramica e alle nostre tradizioni».
Infrastrutture
Un lungo elenco di problemi viene snocciolato da Alessandro Casula, che denuncia la presunta paralisi su opere pubbliche e servizi essenziali: «Partiamo dal cimitero e dalla mancanza di loculi per passare alla piscina comunale, chiusa da luglio 2023, fino all’Auditorium inaugurato nel marzo 2025 e ancora privo di gestione». Casula ricorda inoltre il Centro pilota della ceramica e l’area mercatale di via Sicilia chiusi, i disservizi idrici ed elettrici e una gestione comunicativa affidata quasi esclusivamente ai canali social personali del sindaco.
Ignazio Pireddu richiama l’attenzione sulle priorità infrastrutturali: «Vorremmo che l’amministrazione si concentrasse su sottopassaggio di via Coghe, palazzetto dello sport, abbattimento delle barriere architettoniche e ripristino di asfalti e marciapiedi».
Divisioni e inerzia
Impietoso il giudizio di Stefano Demontis: «Dopo tre anni di mandato siamo al punto zero. Il paese è in totale abbandono». Sandro Sanna rincara la dose: «Questa amministrazione è ferma su manutenzioni, scuole, disabilità e sostegno alle associazioni. Ma la prima priorità del sindaco oggi è ritrovare la compattezza della propria maggioranza, vera causa di questa paralisi».
Infine Diego Corrias: «Hanno fatto una campagna elettorale scandalizzati per una salma in attesa di sepoltura e sono arrivati ad averne una ventina ferme per settimane in estate dimostrando una totale incapacità di gestione». Corrias punta poi il dito sui lavori pubblici, denunciando l’immobilismo del settore e l’addio del responsabile Roberto Spina: «Non c’è un’opera che sia uscita da questa amministrazione». Di fronte a questo quadro, la richiesta è netta: «Cosa chiedo a questa amministrazione? Di andarsene».
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