Sanluri.

Gioco d’azzardo, è un’emergenza 

Ogni anno l’Asl segue 30 nuovi pazienti: «Aumento dei casi preoccupante» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Occhio al gioco d’azzardo patologico, emergenza sanitaria e sociale che non risparmia il Medio Campidano. Proprio su questo tema l’Asl di Sanluri, oltre al Servizio dipendenze di Guspini, da tempo dedica incontri sulla formazione: l’imperativo è prevenire il comportamento nocivo per la propria esistenza. L’ultimo si è svolto ad Arbus, organizzato dai volontari di Angeli nel Cuore. «L’aumento dei casi – dice la presidente, Adele Frau - è preoccupante, l’indebitamento è la conseguenza di atti violenti, soprattutto a livello familiare».

La prevenzione

Le attività dell’Asl si svolgono in collaborazione con i servizi territoriali, Comuni, assistenti sociali, medici di base, cooperative, associazioni, università delle terze età, in particolare le scuole di primo e secondo grado. Dai dati dell’azienda sanitaria emerge che nel 2025 sono stati coinvolti 530 studenti, da gennaio 2026 sono stati effettuati due incontri in tutti gli istituti superiori, circa duemila alunni, altri sono in programma. Le persone affette di disturbo da gioco d'azzardo, seguite al centro Servizio dipendenze, sono oltre 30 l'anno, per le quali sono previsti colloqui di sostegno, supporto psicologico, valutazioni psichiatriche, visite e avvio di brevi percorsi di terapia di gruppo. Il dirigente della struttura complessa dipendenze patologiche, Enrico Zaccheddu, spiega: «Sono percorsi nati dall’esigenza di riflettere intorno ai confini di rischio del gioco, che ha notevoli implicazioni economiche, sociali e familiari e rischia di divenire, in certe situazioni di particolare fragilità, una dipendenza svincolata da tutto e legata invece a un comportamento mirato a inseguire compulsivamente le vincite o recuperare le perdite del denaro investito».

Il convegno

L’incontro di Arbus nella sala consiliare “Se giochi, perdi. Vinci solo quando smetti!” è solo un messaggio simbolico dell’iniziativa: l'invito è alla consapevolezza, alla prevenzione e alla responsabilità condivisa. «La necessità di parlarne – ricorda Frau - è nata per sconfiggere un fenomeno spesso invisibile ma sempre più diffuso. Tra gli uomini prevalgono le slot machine, tra le donne il gratta e vinci. Passioni che diventano una vera e propria droga, istinto irrefrenabile a scommettere, sfidare la sorte nella speranza di una vincita più o meno ricca. E quando i soldi per giocare non si hanno si diventa violenti in casa, con i propri familiari».

Il sociale

La psicologa-psicoterapeuta, Maria Lucia Cogoni, evidenzia che «il disturbo da gioco d’azzardo non è una semplice mancanza di volontà, ma una condizione complessa, un’interazione di fattori individuali, sociali e ambientali». Sulle conseguenze sociali è intervenuta l’assistente sociale, Antonella Maccioni: «Isolamento, indebitamento, conflitti familiari e fragilità economica sono solo alcune delle criticità che compromettono l’attività lavorativa e situazioni di insicurezza sociale, che richiedono interventi integrati e tempestivi».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi