Campobasso.

Giallo della ricina, la polizia nella scuola di Alice e Sara  

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CAMPOBASSO. Più di 200 computer da scandagliare in quattro giorni. Si conclude domani l'ispezione informatica disposta dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare dell'inchiesta sul giallo di Pietracatella, l'inchiesta sulla morte, lo scorso dicembre, di mamma e figlia, Antonella Di Ielsi, di 50 anni, e Sara Di Vita, di 15 anni, avvelenate con la ricina.

L’ultima tappa sarà il liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, è la scuola dove lavora Laura Di Vita, cugina di Gianni, padre e marito delle due donne avvelenate con la ricina a dicembre.

Ieri invece è toccato al liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, la scuola frequentata fino allo scorso anno dalle sorelle Sara e Alice Di Vita, la prima deceduta insieme alla mamma, la seconda si è diplomata a giugno con il massimo dei voti e ora studentessa universitaria a Torino.

Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco cercavano eventuali tracce di ricerche sul web inerenti la ricina nei 63 computer attivi nei vari ambienti della scuola. Erano presenti il tecnico della società che gestisce il sistema informatico dell'istituto e il consulente informatico Gianni Alfonso che assiste l'avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita. Così come era già accaduto ieri e l'altro ieri nelle due scuole di Riccia, dove lavorano con ruoli diversi la professoressa di matematica amica di Gianni Di Vita e suo marito, non è stato necessario scandagliare i singoli computer, ma ci si è limitati a copiare i dati del server della scuola al quale tutti i pc sono collegati. Servirà tempo prima che tutte le informazioni contenute possano essere estratte e per verificare se ci sono all'interno dati utili all'indagine.

L'inchiesta intanto va avanti senza sosta sempre per duplice omicidio premeditato, ma ancora senza indagati. Ieri, proprio subito dopo la conclusione della perquisizione al Classico, in questura c'è stato un incontro per fare il punto sull'indagine tra la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e il capo della Squadra Mobile del capoluogo molisano Marco Graziano.

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