Una richiesta di condanna a 16 anni di carcere per tentato omicidio e altre due, entrambe a due anni di reclusione, per favoreggiamento personale.
Sono le pene sollecitate dalla Procura di Cagliari alla giudice delle udienze preliminari Elisabetta Patrito per i tre imputati del processo, col rito abbreviato, originato dalla lite scoppiata a Capoterra il 13 aprile 2025: una discussione legata a un cane e culminata in alcune fucilate che, solo per miracolo, non si è trasformata in tragedia.
La discussione
Al termine della sua requisitoria il pubblico ministero Andrea Chelo (che ha sostituito in udienza la collega Rosana Allieri, titolare dell’indagine) ha sollecitato 16 anni a carico di Anastasio Porcu, 48 anni, di Capoterra, accusato di aver sparato contro due uomini uno dei quali, stando alla ricostruzione dell’accusa, aveva pestato la zampa del suo animale.
Il magistrato inquirente nel calcolo è partito da una pena base di 24 anni di reclusione riducendola di un terzo come previsto dalla scelta del rito; poi ha chiesto due anni per Roberto Lai, 49 anni, e Maristella Deidda, 29 anni, entrambi di Capoterra, accusati favoreggiamento.
Il ferimento
Due i giovani – secondo l’accusa – avevano rischiato la vita: uno era stato raggiunto alla spalla sinistra da un proiettile. Per la Procura non ci sarebbero dubbi sull’intenzione di Porcu di uccidere e, solo per un caso fortuito, il colpo esploso dall’arma da fuoco aveva colpito una parte del corpo non vitale.
A rendere più grave il reato, sempre in base alla convinzione del pm, i futili motivi all’origine di quanto accaduto. Un secondo giovane, invece, era rimasto illeso nonostante gli fossero stati sparati contro alcuni colpi all’altezza della testa.
In aula
Solo una delle vittime si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Davide Mascia. Porcu è accusato anche di aver portato in un luogo pubblico una carabina ad aria compressa modificata per sparare proiettili calibro 22, e risponde di detenzione di un’arma clandestina. A difendere i tre imputati ci sono gli avvocati Emilio Floris, Roberto Tomasetti e Giovanna Zuncheddu.
La sentenza
Dopo la requisitoria del pubblico ministero, la gup Patrito ha rinviato l’udienza al 4 novembre per le arringhe dei difensori. Quel giorno potrebbe anche arrivare la sentenza.
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