San Michele.

Esplodono le fognature, fiumi di liquami invadono le strade e i marciapiedi 

La rabbia dei residenti: «Siamo sommersi» Il Comune assicura: «Interverremo presto» 

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La rete fognaria? Tutta da rifare. Tra via Bosco Cappuccio e via Premuda, passando per le vie La Somme e Ardenne, gli intasamenti e i cedimenti di tratti di condotta sono ormai all’ordine del giorno, con il risultato che in tutto il quartiere aleggia un tanfo insopportabile.

La situazione più critica si registra in via La Somme, all’altezza del numero civico 4, dove i liquami si riversano copiosamente in strada e scorrono in discesa fino a formare una gigantesca pozza di melma. Non va meglio in via Ardenne, dove i giardini interni di diverse palazzine risultano quasi completamente allagati. E basta un secondo per rendersi conto che anche in questo caso non si tratta certo di acqua limpida.

Residenti esasperati

«Spesso i liquami risalgono e ci inondano pure casa», denuncia Salvatore Deidda, 55 anni, disabile, «a parte la puzza e i rischi igienico-sanitari, sto subendo anche danni perché i liquami mi hanno rovinato una porta e una cassettiera appena acquistata». E non è l’unico a lamentarsi. «Non se ne può più, siamo letteralmente sommersi, è uno schifo», tuona Luigia Ibba, ugualmente residente in via La Somme. Le fa eco Laura Sarais: «Mia sorella abita qui ed è disperata», dice, «perché ormai è un problema ciclico che si ripete da anni. Nel tempo abbiamo già inviato innumerevoli segnalazioni, eppure nessuno è ancora intervenuto per trovare una soluzione definitiva».

Il Comune

Abbanoa ha reso noto di non avere competenza in merito «trattandosi di un problema interno e non di un tratto di rete fognaria da noi gestito». Parallelamente l’assessora comunale Anna Puddu ha comunicato che si interverrà nel più breve tempo possibile con l’invio nel rione di mezzi autospurgo. La sensazione diffusa, però, è che questo non sia più sufficiente. «Ormai le tubature sono a pezzi e andrebbero completamente rifatte», sostengono in coro gli abitanti, «altrimenti siamo certi che il problema si ripresenterà».

Amareggiato Carlo Ruggiu, 73 anni. «Vivo qui da oltre mezzo secolo», si presenta, «le fognature non sono mai andate bene, ma ora la situazione è precipitata. Dato che abito al pianterreno, sono costretto a vivere con le finestre sempre chiuse perché la puzza è intollerabile». Non è tutto. «Quando vado in bagno e tiro lo sciacquone, i liquami spesso risalgono e si riversano nel pavimento. Un disastro, insomma. Mi auguro che si trovi presto una soluzione».

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