Un altro incendio è divampato ieri sul colle di Tuvumannu, a distanza di nemmeno una settimana dall’ultimo. L’allarme è scattato intorno alle 14, quando alla centrale operativa dei Vigili del fuoco sono arrivate numerose segnalazioni per il fumo e l’odore di bruciato che si avvertiva soprattutto in centro città. Sul posto, tra via Castelli e la salita di via Is Mirrionis, le squadre per spegnere le fiamme, divampate sulle sterpaglie e che fortunatamente non hanno fatto grossi danni, anche grazie all’intervento tempestivo.
Contemporaneamente era scoppiato un altro rogo anche vicino alla 195, all’inizio della quattro corsie. Gli incendi di sterpaglie, con la complicità del vento, hanno alimentato la nube di fumo, rendendo più intenso l’odore avvertito dai cittadini. I Vigili del fuoco, impegnati anche ieri in numerosi interventi in tutto il territorio, si sono occupati di spegnere i due roghi e di mettere in sicurezza l’area. Fortunatamente non si sono registrati feriti e la situazione è tornata alla normalità dopo un paio d’ore. Sul colle di Tuvumannu, davanti agli impianti del Cus Cagliari di Sa Duchessa, restano tuttavia i segni delle fiamme.
Via Paruta
Intorno alle 17, paura anche in una delle palazzine di via Paruta. L’incendio, secondo una prima ricostruzione, sarebbe scoppiato in un cantiere per la ristrutturazione di un’abitazione. Avrebbero preso fuoco alcuni materiali. Sul posto però erano presenti ancora gli operai e con l’arrivo di una squadra dei Vigili del fuoco le fiamme sono state spente in tempo senza nessun danno.
L’avviso
Che sarebbe stata una giornata complicata sul fronte roghi l’aveva anticipato anche la Protezione civile nei suoi bollettini quotidiani per il rischio incendi. Anche per oggi è stato confermato il codice arancione, corrispondente al rischio “alto”, su tutto il territorio di Cagliari. L’avviso prevede attenzione rinforzata per la fase operativa regionale. Le condizioni, infatti, sono tali che «a innesco avvenuto, l'evento, anche se tempestivamente affrontato, può comunque raggiungere dimensioni tali da renderlo difficilmente contrastabile con le forze ordinarie, ancorché rinforzate, potendosi rendere necessario il concorso della flotta statale», si legge nella nota diffusa dalla Protezione civile.
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