L’evento.

Ecco, sta arrivando, è Miles Davis! «E io, terrorizzato, scappai via» 

Due standing ovation per il divo di Berchidda che suona e si racconta 

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“Kind of Miles”, lo spettacolo in cartellone al Teatro Massimo sino a domenica, inizia dalla fine. E da Cagliari. La fine, perché si apre con la morte di Miles Davis, il 28 settembre del 1991; da Cagliari perché Paolo Fresu, sul palco, racconta che quel giorno era qui, sul bastione di Saint Remy, a guardare l’azzurro infinito dell’orizzonte.

Sul palco, ad accompagnare la tromba e il flicorno del trombettista berchiddese, la chitarra elettrica di Bebo Ferra, il pianoforte di Dino Rubino, il contrabbasso di Marco Badoscia, il trombone e le tastiere di Federico Malaman e le batterie di Stefano Bagnoli e Christian Meyer.

“Il principe delle tenebre”

Se anche noi volessimo partire dalla fine, dovremmo dunque raccontare delle due standing ovation, quella dopo “Time after time” e quella dopo “MalaMiles”; ma forse è meglio partire dall’inizio, due ore prima: l’apertura con “Orange” seguita da Diane. Fresu racconta del suo incontro con la musica, della banda del paese e di come Miles Davis sia entrato nella sua vita senza uscirne più; racconta di come Davis, il “principe delle tenebre”, amasse le donne, le macchine, le droghe. E ancora “Autumn Leaves”, “Round Midnight”, il Miles che si disintossica e sale sul ring, il pugilato che diventa la sua nuova ossessione. L’ensemble suona “Venere”, Fresu dà le spalle al pubblico «non per mancanza di rispetto» spiega ricordando che anche Davis lo faceva, «ma per guardare i miei compagni di palco e divertirmi con loro».

Parole, parole

E ancora “Berlin”, “It never entered my mind”, “My funny valentine” – “Kind of blue” dove, in studio, oltre a lui c’erano musicisti del calibro di Coltrane, Adderley Chambers, Cobb, Bill Evans, un album che rivoluzionò il jazz. Ma fama e successo non bastano se sei un nero: nel 1959 fu pestato a sangue da un poliziotto fuori dal Birdland di New York perché aveva osato accompagnarsi a una donna bianca. Fresu continua a raccontare e raccontarsi: la prima auto, i viaggi a Cagliari per suonare, la volta che a Umbria Jazz avrebbe potuto incontrare Miles Davis. Scappò. Suonano ancora “Jean Pierre”, “Call it nothing”, “Bess you is my woman now”. È il tempo di chiudere: “Time after time” e infine “MalaMiles”, con gli assoli della band e due standing ovation. Per Fresu e i suoi musicisti. E, chissà, per l’uomo che aprì nuove porte al jazz: Miles Dewey Davis III.

Le date

Lo spettacolo sarà in cartellone oggi alle 16.30 (turno P) e alle 20.30 (turno C); domani alle 19.30 (turno D) e dopodomani alle 19 (turno E). Lunedì 16 febbraio alle 20.30 “Kind of Miles” arriva al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne della Grande Prosa Cedac.

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