Cabras.

Ecco i soldi per salvare l’estate 

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Impossibile aspettare i fondi della Regione, ecco perché il sindaco Andrea Abis, ha deciso di recuperare ben 250 mila euro con diverse variazioni di bilancio. L'obiettivo è salvare l'estate 2026.

La somma servirà al Comune per rendere subito accessibile la spiaggia di San Giovanni di Sinis, dove le scalinate in legno, mangiate dal maltempo, sono da rifare. E per rimettere in sesto il ponticello che porta alla spiaggia di Mari Ermi. Risorse che servivano per altri interventi: «Non tocco la scuola, il sociale e gli eventi importanti per il territorio, come il Festival della bottarga - spiega Abis - ma per ora dobbiamo rinunciare in generale alle manutenzioni, a partire dalle strade. Sarà rimandato anche l'acquisto di diversi mezzi. Sono scelte difficili, ma solo così sarà possibile far vivere il litorale a tutti».

Il Comune, dopo aver fatto la conta dei danni causati dal ciclone Harry, aveva chiesto due finanziamenti diversi per ripristinare il litorale: uno alla Regione e uno alla Protezione civile. «Ci hanno comunicato da pochissimo che abbiamo tempo fino al 27 maggio per caricare tutte le schede tecniche relative ai danni su una nuova piattaforma della Regione. Si tratta di un passaggio indispensabile per ottenere i fondi. Purtroppo, però, non possiamo aspettare questi tempi. Ecco perché, assieme a tutta la Giunta, abbiamo optato per una serie di variazioni di bilancio. Non stiamo parlando di semplici strutture, ma di accessi a spiagge pubbliche. Litorali che accolgono presenze molto importanti».

Gli operai inizieranno a lavorare a Mari Ermi nei prossimi giorni: «Abbiamo già affidato l'intervento - spiega Abis - Il ponticello che permette di arrivare al litorale sarà rimesso a nuovo». Poi sara la volta della borgata di San Giovanni di Sinis: «Gli addetti ai lavori inizieranno a costruire da capo la scalinata presente nella spiaggia degli Scalini, dove si trovano le case - spiega Abis - Poi verrà sistemata anche quella che si trova più avanti, senza dimenticare che naturalmente ci vorranno tutte le autorizzazioni della Soprintendenza». Poi gli operai si sposteranno nelle scalinate sotto la torre. Qui verrà fatto anche uno studio per capire se il terreno continua a muoversi. «Stiamo per chiudere un accordo con una grossa ditta scientifica - spiega Abis - l'obiettivo è studiare la frana per individuare gli interventi da mettere in atto in futuro». ( s. p. )

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