L’inchiesta

Tentata concussione, ai domiciliari il sindaco  

Franco Saba avrebbe cercato, con un dirigente dell’azienda energetica, di far assumere un consigliere 

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Un vero terremoto politico-giudiziario si abbatte su una delle infrastrutture strategiche per il sistema elettrico nazionale e per la transizione energetica sarda. Attorno alla distesa di batterie di accumulo realizzata da Enel Green Power tra il 2023 e il 2024 nell’area industriale di Ottana, con una capacità complessiva di 200 megawatt, scattano gli arresti. Un impianto dal valore di decine di milioni di euro, pensato per garantire la stabilità della rete gestita da Terna e per accompagnare lo sviluppo dei grandi parchi fotovoltaici in Sardegna, incluso il polo energetico di Ottana.

È in questo contesto che si inserisce l’inchiesta che ieri ha portato agli arresti domiciliari, con l’accusa di tentata concussione nei confronti del sindaco di Ottana, Franco Saba, e al divieto di dimora per Raffaele Del Maio, imprenditore attivo nel settore energetico.

Attentati e minacce

Un contesto territoriale già attraversato da fortissime tensioni, ma che all’inzio del 2024 aveva visto finire nel mirino, come vittima, l’amministrazione comunale. Proprio due anni fa, nel Comune di Ottana, fu fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale davanti alla sede del Municipio. Nei giorni precedenti, sui muri del cimitero era apparsa una scritta inquietante: «A mandicare in medas e no in pagos», che fu subito letta dagli investigatori come possibile messaggio dal contenuto intimidatorio rivolto agli amministratori.

Accuse e scenario politico

Ieri mattina gli agenti della Polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Nuoro, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, al termine dell’interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio, svolto lo scorso 11 maggio. L’interrogatorio, durato oltre tre ore nel palazzo di giustizia, ha visto i due indagati fornire spiegazioni e giustificazioni alle contestazioni mosse. Gli avvocati difensori sono Gianluigi Mastio per Franco Saba e Basilio Brodu per Raffaele Del Maio. I legali hanno annunciato ricorso al Tribunale del riesame contro la misura cautelare, nella quale il gip ha sottolineato l’esigenza delle misure cautelari per la sussistenza del pericolo di reiterazione del reato. L’indagine è coordinata dai sostituti procuratori Andrea Jacopo Ghironi e Riccardo Belfiori. L’attività investigativa, condotta dalla Digos di Nuoro, guidata dal vicequestore aggiunto Pietro Giuseppe Cambedda, era stata avviata nel 2024 nell’ambito di un più ampio filone di approfondimento sulle contestazioni relative agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili nel Nuorese. Filone d’indagine che potrebbe avere sviluppi.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Saba e Del Maio avrebbero abusato dei rispettivi ruoli tentando di indurre e costringere i dirigenti della società energetica ad assumere un consigliere di maggioranza del Comune, Fabrizio Porcu (non indagato), con incarico di supervisione del nuovo impianto di accumulo energetico a batterie BESS (Battery Energy Storage System) realizzato nell’area industriale. L’incarico non si è poi concretizzato. Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni tra Ottana, Nuoro e la provincia di Bergamo. Gli investigatori, con il supporto della Digos di Bergamo e del personale della Guardia di Finanza specializzato in computer forensics e data analysis, hanno sequestrato smartphone e dispositivi elettronici.

Sindaco sospeso

Nel frattempo, il prefetto di Nuoro, Alessandra Nigro, ieri ha disposto la sospensione dalla carica del sindaco Saba in applicazione della legge Severino, a seguito dell’ordinanza cautelare emessa dal gip. Il decreto prefettizio certifica la sospensione dalla carica del sindaco eletto nel 2020 alla guida del Comune di Ottana, carica che decadrà, insieme al provvedimento di sospensione, dopo le elezioni del 7 e 8 giugno.

Il nodo delle elezioni

Resta però aperto il nodo politico e amministrativo legato alle elezioni comunali, alle quali Saba è l’unico candidato. La misura cautelare non interviene sulla sua candidabilità, perché non esiste una condanna. In caso di vittoria, qualora superasse il quorum del 40% dei voti validi, la proclamazione dovrebbe comunque avvenire. Solo a quel punto, una volta nuovamente eletto, la gestione dell’ente si configurerebbe complessa: potrebbe essere il vicesindaco a svolgere le funzioni operative dell’amministrazione, ma Saba potrebbe non essere legittimato a procedere alla formazione della giunta né alle nomine degli assessori perché sarebbe nuovamente sospeso. A meno che il ricorso al Tribunale del Riesame, annunciato dai legali di Saba e Del Maio, non venga accolto, facendo venir meno la misura cautelare.

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