Al termine di una giornata che catapulta Cagliari nella dimensione di un evento internazionale del massimo livello, resta un un’immagine su tutte. Gli incroci furiosi tra ben otto di queste barche, capaci di sviluppare velocità molto superiori al vento, hanno impressionato chi le aveva viste soltanto in televisione. Gli AC40 che ieri sono scesi in acque in rappresentanza dei cinque team, per tre manche di prova, dal vivo lasciano senza fiato e preannunciano lo spettacolo che si scatenerà da oggi (ore 15) nello specchio d'acqua tra capo Sant’Elia e il porto. Chi già ieri si è arrampicato su quella costa, magari poco sotto il faro e con un binocolo o un teleobiettivo, ha avuto un’idea di cosa siano le barche di Coppa America. Chi invece ha potuto assistere alla conferenza stampa del mattino l’ha avuta di cosa sia l’evento-Coppa America, in termini di organizzazione. A terra, l’unico che rivaleggi con la velocità degli scafi su foil è Mirco Babini, il coordinatore organizzativo locale che corre da una parte all’altra, tra Sa Manifattura e il porto.
Le parole
Prima che gli scafi azzerassero due anni di attesa tuffandosi tra le boe del percorso, erano stati i velisti a parlare, seduti accanto a tre trofei: quello più piccolo e moderno della Louis Vuitton Cup, quello maestoso e antico, la Coppa America vera e propria (la vecchia brocca), e quello, inedito, a forma di barca a vela in legno chiaro e ferro, creato dall’artista oranese Roberto Ziranu per l’occasione. Otto sedie per otto timonieri, anche se in realtà saranno 16 (due per barca). Fra loro, nomi leggendari della vela mondiale: Peter Burling (l’ex di turno si direbbe nel calcio) un po’ a disagio con la divisa di Luna Rossa accanto all’helmer di Emirates New Zealand, Nathan Outteridge (che in realtà è australiano) e a Erica Dawson; gli olimpionici britannici Dylan Fletcher e Hanna Mills, il francese Quentin Delapierre e Paul Goodison, britannico di Tudor Alinghi. Dichiarazioni non soltanto di circostanza.
Il defender
New Zealand ha scelto di difendere la Coppa non nelle proprie acque e neppure in acque neutrali (come Barcellona) ma in quelle italiane. Outteridge non è preoccupato: «È molto emozionante, questa è la vera competizione, ti alleni ogni giorno. Ovviamente loro avranno il piccolo vantaggio di conoscere le acque ma per noi c’è l’opportunità di entrare in “territorio nemico” e affrontarli. Sappiamo che Luna Rossa sarà molto forte e anche gli altri team si sono allenati tanto negli ultimi mesi. Sarà un weekend entusiasmante». Anche perché si regata in gruppo: «Certo, è qualcosa di strano, di assolutamente diverso dal solito rispetto ai match race che ci sono in America’s Cup e che qui avremo soltanto in finale. Ci sarà un bel po’ di traffico, sarà meno strategico in termini di meteo e più di controllare il traffico e le altre barche. Bisognerà fare una buona partenza ed evitare la congestione ma sarà divertente, ci sarà più azione».
Il programma
Ieri ci sono state tre regate di prova che certamente non sono del tutto indicative sui valori in campo ma la barca di Luna Rossa con la banda grigia sull’albero (Youth/Women) ha sempre fatto regata di testa. Si vedrà oggi, a partire dalle 15, se è un’indicazione attendibile. Tre le regate a punti previste per gli AC40 dei cinque team: da regolamento, la lunghezza complessiva del percorso sarà di 4 o 6 lati, per una durata di circa 20 minuti per regata. Ogni lato avrà una lunghezza compresa tra 1 miglio e 1,6 miglia. Domani altre tre, domenica due più la finale tra le prima due in classifica che decreterà il vincitore di questa prima Preliminary Regatta. Ieri è stata annunciata dal ministro Abodi la seconda, con gli AC40: sarà a Napoli, dal 24 al 27 settembre.
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