Verso il voto

La Maddalena, l’eterna attesa del rilancio 

Polo nautico all’Arsenale, un piano per Caprera e stop al turismo usa e getta: le ricette dei candidati 

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La parola magica è – ora e sempre – riconversione. Una promessa rimasta appesa a 18 anni dalla chiusura dell’Arsenale militare, la fabbrica dell’isola, e dalla partenza degli americani, a 17 anni dallo scippo del G8 con le sue ferite. La piccola Parigi , (il nomignolo vezzoso che la cittadina si porta dietro da quando era più popolosa di Tempio e di Olbia), vede passare nelle sue acque gli yacht di lusso della dirimpettaia Costa Smeralda e i barconi carichi di turisti ma fa fatica a trasformare il traffico in reddito. La sfida dei prossimi cinque anni è prendersi un ruolo che per storia e bellezza l’isola parco merita. Ci provano in due: il sindaco uscente Fabio Lai e lo sfidante Stefano Cossu, bancario, espressione di Orizzonte comune e vicino all’assessore regionale Cuccureddu. Le liste “Futura, Fabio Lai sindaco” e “Buon vento La Maddalena” rivendicano entrambe trasversalità rispetto agli schieramenti politici.

Aspettando l’Arsenale

Rispetto a cinque anni fa i passi avanti ci sono stati, i lavori di bonifica sono in corso. «Abbiamo sentito proclami per molti anni ma finalmente abbiamo qualcosa di concreto da raccontare ai nostri concittadini», spiega Lai: «Oggi l’obiettivo è passare alla fase operativa, il travel lift – per il quale abbiamo già formalizzato la richiesta alla Regione – non è un elemento accessorio ma una scelta strategica. Rappresenta un’infrastruttura capace di rispondere a un bisogno reale della comunità generando nuove opportunità economiche e occupazionali». Il sindaco rivendica anche la programmazione urbanistica. «Dopo 23 anni, grazie all’adeguamento del Puc al Ppr, è stata formalizzata la destinazione del sito, individuando aree e funzioni coerenti con la nautica da diporto. Inoltre siamo in fase di chiusura del piano regolatore portuale che permetterà di rilanciare il porto turistico separandolo da quello commerciale».

Obiettivo Caprera

L’Arsenale è il «core business» anche per Stefano Cossu: «Entro dicembre saranno ultimate le bonifiche e ci sarà il bando internazionale per la realizzazione del polo nautico e cantieristico come è nella vocazione del sito». La lista Buon Vento presenta tra i suoi obiettivi anche quello che è stato definito il Master Pan di Caprera. «Abbiamo un progetto specifico per sbloccare Club Med, Punta Rossa e gli altri edifici oggi in abbandono, mettendo in sicurezza e riqualificando le strutture. Caprera è un luogo unico nel suo genere e dobbiamo sollecitare la Regione e costruire un piano unitario con la valorizzazione della rete museale, dei percorsi e delle strutture e con la mobilità sostenibile».

Parco e turismo

L’isola parco ha tutto il suo territorio vincolato, cosa non indolore. «In un fazzoletto di terra ci sono troppi enti sovrani, il parco ha un direttore che sta andando via, un direttivo dimezzato e una presidente che da sola fa fatica», sostiene Cossu: «Il parco deve essere un volano per l’economia, cosa che oggi non avviene». Per Lai «è innegabile che dall’istituzione del parco siano derivati molti vincoli che spesso hanno rallentato lo sviluppo turistico. Per questo credo sia necessaria una compensazione concreta rispetto agli sforzi che la nostra comunità sostiene ogni giorno». La proposta del sindaco passa per «corsie preferenziali e procedure più attente per gli operatori residenti». L’obiettivo resta quello di trasformare il traffico in reddito. «Senza il nostro contesto molte delle esperienze di qualità presenti lungo la costa non esisterebbero», commenta Lai. Ma La Maddalena, spiega Cossu, oggi sta subendo e non gestendo i flussi turistici. «Le regate si svolgono qua, i diportisti come i turisti passano ma non si fermano. Occorre costruire una gestione moderna e integrata della destinazione e sviluppare una strategia di destagionalizzazione puntando anche su chi lavora in smart working».

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