Dubai. Un “atto terroristico” compiuto con l'ascia di emergenza (obbligatoria) in dotazione alla cabina di pilotaggio: così il procuratore generale emiratino, Hamad Saif Al Shamsi, ha definito l’aggressione avvenuta mercoledì scorso a bordo di un aereo FlyDubai (con 174 persone a bordo) diretto in Israele e costretto ad un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita dopo che il copilota Hamam al Hammami ha ferito il comandante, prima di essere immobilizzato da altri passeggeri. All’indagine e all'interrogatorio parteciperanno anche funzionari israeliani. Mistero sulla presenza a bordo dei due piloti di FlyDubai fuori servizio che poi hanno preso il controllo dell’aereo. Ma la domanda centrale è come al Hammami possa essere salito a bordo dell'aereo nonostante il divieto per i piloti provenienti da Paesi che non hanno relazioni diplomatiche con Israele, come l'Oman, di operare voli diretti verso Israele.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
