Alta formazione.

Dipendenti pubblici a scuola di bandi Ue 

Lezioni su progetti, fondi e rendicontazione: un progetto per 160 persone 

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Un’Isola più competitiva nella progettazione, l’accesso ai bandi, l’utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Erano gli obiettivi della quarta edizione di “Young Work and Territory in Sardinia”, i cui risultati sono stati presentati ieri mattina a Cagliari.

Il progetto

Il progetto promosso da Focus Europe Ets ha coinvolto 160 dipendenti e funzionari – su 197 domande di partecipazione – di oltre cento comuni e altri enti sardi. Per loro, un percorso di alta formazione con 16 lezioni sui fondi diretti Ue, scrittura progettuale, budget, rendicontazione, partenariati.

Dalle città ai piccoli centri, il programma ha coperto tutte le macro-aree della Sardegna. Dopo un test finale, i 32 candidati più meritevoli sono stati ammessi a una settimana formativo-istituzionale a Bruxelles, presso il Comitato europeo delle Regioni e la Commissione europea. C’è infatti un gap ancora da ridurre, tra le risorse disponibili in Europa e quelle che arrivano sull’Isola.

Le procedure

«Le procedure per partecipare ai bandi sono complesse, ci si deve mettere in concorrenza con i 27 paesi europei, costruire un partenariato, sviluppare proposte progettuali in inglese», ricorda Giuseppe Cappai, presidente di Focus Europe. Il personale che negli anni scorsi ha preso parte all’iniziativa sta già portando frutti: «Molti dei dipendenti formati hanno costruito progetti di gemellaggio tra comunità sarde e degli altri 26 stati membri, generando processi di internazionalizzazione», spiega il direttore di Focus Europe Fabio Roccuzzo.

Finanziato con 200mila euro grazie al sostegno dell’assessorato regionale degli Enti Locali, il programma «anticipa il percorso, inserito nel Piano regionale di sviluppo, di istituzione di una scuola di formazione per dipendenti degli enti locali», chiarisce Pierpaolo Fois, capo di gabinetto dell’assessore Francesco Spanedda. L'edizione corrente è stata anche quella con il maggior numero di richieste di partecipazione. «Questo incremento delle domande mi fa pensare che finalmente si stiano creando le condizioni per il cambio generazionale. La diffusione di competenze tra i giovani evidenzia la consapevolezza dell’importanza della collocazione del proprio ente rispetto alle istituzioni internazionali», conclude la direttrice generale dell’assessorato Sabina Bullitta.

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